Poco cordiali, poco solidali

settembre 1, 2009 § 1 Commento

A Cremona spiove

giugno 20, 2009 § 13 commenti

Io sono devoto alla solitudine, devo a lei tante esperienze che ho vissuto, che ho imparato. E’ grazie a lei che all’età di ventuno anni posso godermi una relazione fissa.

La solitudine non è malvagia. Non parlo di solitudine costrittiva, di quelle “punitive”, quella è tutta un’altra roba e nessun essere nel 2009 dovrebbe vivere questo disagio, perché di disagio si tratta. Io ho fatto delle scelte sin da piccolo, rifiutando alcuni inviti e risultando a molti freddo e distaccato a discapito di una vita sociale normalizzata per quei tempi; mi ha saputo dare del vissuto estremo quanto rischioso ma che solo ora me ne rendo conto.

Non è stato facile farmi amica la solitudine, ma ci sono riuscito, grazie anche a una buona dose di fortuna nel 2007 la mia vita si rovesciò, non posso dire se in meglio o in peggio, ma capii subito che si trattò di una “botta di culo”.

E così finisce questo post notturno.

Sono quasi le tre di notte, a. è sul divano che dorme. A Cremona Spiove.

e paolo e francesca? e renzo e lucia? e romeo e giulietta?

giugno 18, 2009 § 3 commenti

io non sono una persona romantica, o almeno lo sono a modo mio. qualche anno fa un tizio tanto carino si era permesso di regalarmi un mazzo di rose rosse; la conseguenza di quel gesto fu l’immediato abbandono da parte mia, che mi rifiuto di stare insieme a qualcuno che regala orribili fiori come lo sono le rose (mina cantava: Le rose e violini/ questa sera raccontali a un’altra, violini e rose li posso sentire/ quando la cosa mi va se mi va,
quando è il momento/ e dopo si vedrà). regalami i fiori di campo, no? regalami le spighe, regalami un bel mazzo di peperoncino, che poi ti faccio una pasta che non te la scordi per i prossimi venticinque anni.

non mi va più di stare in un mondo e a contatto con della gente che pensa che innamorarsi sia da sfigati. conosco parecchia gente che la pensa a questo modo. se un tempo erano i figli, o l’idea di averli, a minacciare i desideri di libertà e indipendenza, oggi lo è il rapporto di coppia. e questo vale per maschietti e femminucce, senza distinzione di sorta. avere una donna o un uomo d’amare significa mettersi in gioco, fare dei compromessi, rinunciare a delle cose per averne in cambio altre, e questo a tanta gente, a troppa gente, non va bene. ” il desiderio e il sesso subiscono un’impennata verso il basso”, e questa è la notizia più triste che le mie orecchie abbiano mai sentito. persino il desiderio e il sesso sono visti come optional di una vita già di per sè troppo movimentata, troppo vivace. per molti fare sesso è diventata una perdita di tempo, un togliere preziose ore al lavoro, agli impegni e agli hobby. il sè vince su tutto, il proprio privato, le proprie ambizioni prendono il posto del desiderio erotico, e fra tutto ciò si fa spazio un unico desiderio, che nella lista dei desideri è quello più ameno e più triste e più vigliacco: il desiderio di affermazione. ma che cazzo significa, poi? in che senso ti vuoi affermare? io non l’ho mai capita sta cosa qua.

ci sono due cose che si possono scegliere, in tutta tranquillità: o rimanere da soli così come soli siamo arrivati a questo mondo e vivere ricercendo una privata felicità, una privata affermazione, un lavoro sicuro e remunerativo e in tutto questo non avere spazio per una donna o un uomo da amare in maniera totale e disinibita, ma soltanto lo spazio necessario per una trombata veloce (nei casi disperati rimane solo l’onanismo). oppure si può scegliere di mettere al primo posto l’amore, magari annullandosi un po’, soffrendo poco o tanto, si può piangere molto e ridere poco o viceversa, spremere il proprio desiderio erotico fino all’esaurimento, dedicando le giornate alla felicità dell’altro, che poi sarebbe anche la propria. in tutto ciò non è vietato andarsi a ricercare degli spazi propri, ma che non diventino, per carità, delle libertà più grandi dell’amore. l’amore, quello erotico, quello filiale, quello di coppia, qualsiasi tipo di amore, non minaccia la libertà nè l’indipendenza. basta, come per tutte le cose, trovare il giusto equilibrio. basta non dare troppo peso all’una o l’altra cosa.

è triste assai vivere in una società in cui non sono più ammesse le follie per amore, in cui l’amore non è totale e anche devastante e devastatore. un tempo erano comuni i casi di suicidio a seguito dell’abbandono del partner. ora, a seguito di una separazione scatta l’omicidio: ci sarà qualcosa di malato in questo? la vittima della violenza non è più il diretto interessato, che preferiva bere il veleno dalla boccetta piuttosto che vivere tutta una vita senza l’oggetto amato, ma è proprio l’oggetto amato ad essere annullato, ammazzato, per permettere alla parte lesa di vivere ancora, di rifarsi una nuova vita. se mi lasci mi uccido, si diceva un tempo, e diciamo ancora oggi noi che crediamo nell’amor cortese. se mi lasci ti uccido, si dice oggi. e sapete di chi è stata la colpa di tutto questo? di julio iglesias, che cantava “se mi lasci non vale” e ha fatto credere a tanti cretini che chi lascia è uno stronzo e chi viene lasciato ha il diritto a vendicarsi.

paradossi o paraculi?

giugno 3, 2009 § 10 commenti

questo è un paese in cui succede di tutto.

questo è un paese in cui il ministro della giustizia viene indagato dalla magistratura su cui, egli stesso, provvede a mettere il bavaglio.

è un paese in cui il papa chiede l’eutanasia. (pare che giovanni paolo II abbia chiesto l’interruzione delle terapie poco prima di morire)

è un paese in  cui indignarsi per una legge discriminatoria come la legge 30 viene visto come un’offesa ai morti e non come una protesta di lavoratori e lavoratrici che rivendicano diritti.

è un paese in cui chi si batte per la famiglia e i valori finisce sulle prime pagine dei giornali perchè è andato a mignotte e ha fatto uso di cocaina.

è un paese in cui l’istituzione familiare è applaudita da governi e clero, da stampa e televisione eppure la stragrande maggioranza di crimini, violenze e omicidi avvengono in famiglia.  (in famiglie eterosessuali, per l’esattezza)

un paese in cui la satira viene scambiata per comicità e la comicità per satira.

è un paese di paradossi e paraculi, di gente che ruba come il più piccolo dei ladri, un paese in cui tutti potremmo gridare a gran voce “u re i conna i fa ma ne voli fatti” (traduzione: il re fa le corna ma non vuole che altri gliele facciano, ossia una versione siciliana del predica bene e razzola male).

No,non abbiamo litigato

maggio 18, 2009 § 10 commenti

mamma mi ha chiesto se avevamo litigato. le mentii. risposi di no. mi sono rotto di scazzottare con le parole come facevamo parecchi mesi fa. le motivazioni sono delle più varie: sto diventando ogni giorno di più paziente, quella qualità che mi è sempre mancata. che poi chi è che dice che è una qualità? di certo non morirò mai di ulcera. mi sfogo in continuazione, se ho qualcosa da dire la dico, scateno tutta la mia furia. c’è che mi dice che non m’immagina furibondo. meglio così, si sa come sono le acque chete, quelle che ti illudono di sembrare una cosa e invece ne sono un’altra. non mi sto a spiegare perchè è un valore imprescindibile, quando scatta,scatta e non c’è niente da fare.

resti incatenato con le tue stesse parole, vedi tutto nero o bianco,  il più delle volte nero, dici cose che non vorresti dire e non sempre è un bene dire ciò che è meglio non dire perchè se ne rimane fregati e imprigionati.

altra motivazione è perchè discutiamo su cose talmente futili che ogni minima cosa diventa un peso come un macinio sulla mia testa. mi appesantisce e non ce la posso fare. la mia mente è libera, la mia testa reclama spazio infinito. soffrire d’emicrania è una brutta bestia e allora perchè farmela venire quando non c’è il bisogno?

queste due sono le più plausibili e veritiere poi ce ne sarebbero altre ma sarebbero troppo paturniose e complicate e ve le risparmio, giuro.

aspettiamo. quando litighiamo l’unica cosa che ci spetta fare ad entrambi è attendere e basta. nulla più.

La meravigliosa storia dei fuochi

maggio 17, 2009 § 2 commenti

Sarebbe bello, un giorno, seguire il viaggio degli accendini. Dove vanno quando li perdi? Chi li prende quando li lasci incustoditi sopra un tavolo, e dove li porta? Quanti chilometri compie un accendino prima di arrivare a te e quanti altri mentre si allontana da te? Chi possiede, adesso, il tuo accendino? Un serial killer? Una pornostar? Mick Jagger?  Qual è la storia di ogni accendino? Chi te l’ha regalato, dove l’hai comprato, quando, come stavi quel giorno, quante sigarette hai acceso con un solo accendino? Sono amanti inaffidabili, si perdono, ti vengono sottratti, si scaricano, si rompono, è mattina e fai colazione e vuoi accendere una sigaretta ma l’unico accendino che hai è morto, che fai?

Possiedo accendini inutilizzabili. Sono sparsi dentro decine di borse e in giro per casa; so da dove vengono, per questo non voglio buttarli. E’ come gettare per sempre il ricordo di una giornata, o di una persona o di un viaggio. Non li colleziono, perché collezionare ricordi non è la mia attività preferita, li conservo. Il mio preferito è un bic giallo e fuxia. E’ finito il gas, ma sta a lì fermo sopra la mensola all’ingresso, a proiettare l’immagine di un volto perso nel tempo, ché nemmeno mi ricordo più gli occhi e i capelli e la forma dei denti.

Viaggiano democraticamente, e non inquinano quando si spostano, stanno per un po’ dentro la tua tasca e poi ti lasciano, come i migliori dei fuggitivi.

Prima di partire per un lungo viaggio

maggio 14, 2009 § 6 commenti

Cosa fare prima di un viaggio lungo un anno

• Compra una mappa e seleziona i paesi che ti piacerebbe visitare.
• Compra un bagaglio comodo e semplice, come uno zaino da trekking. Ricorda che la sua capacità deve essere proporzionata alla tua stazza.
• Compra l’orario ferroviario Thomas Cook.
• Segui l’estate così che gli indumenti da portare siano più leggeri. Esempio: se hai uno zaino di 60 litri e vuoi portarti cinque maglioni, sappi che saranno l’unica cosa che indosserai a parte le mutande.
• Fai tutti i controlli medici necessari: per le donne urge visita ginecologica. Analisi del sangue, vaccini e tessera sanitaria europea sono fondamentali.
• Se lo hai già, porta con te un palmare: può servire quando ti troverai in un villaggio sperduto della Cina oppure quando fai la traversata transoceanica su una nave cargo.
• Non portare troppi libri, altri puoi procurarteli con il book crossing, oppure te li fai spedire da Amazon o da qualche amico.
• Le scarpe: porta un paio di sandali e uno di anfibi, che ti serviranno quando andrai a trovare gli sciamani in Amazzonia.
• Se ti finiscono i soldi, compra un mazzo di tarocchi e leggili ai passanti per strada.
• Porta una macchina fotografica digitale per mandare le foto agli amici e una con pellicola per appiccicare le foto nell’album.
• Porta un sacco a pelo.
• Compra molti pacchi di pillole contro la diarrea.

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