La meravigliosa storia dei fuochi

maggio 17, 2009 § 2 commenti

Sarebbe bello, un giorno, seguire il viaggio degli accendini. Dove vanno quando li perdi? Chi li prende quando li lasci incustoditi sopra un tavolo, e dove li porta? Quanti chilometri compie un accendino prima di arrivare a te e quanti altri mentre si allontana da te? Chi possiede, adesso, il tuo accendino? Un serial killer? Una pornostar? Mick Jagger?  Qual è la storia di ogni accendino? Chi te l’ha regalato, dove l’hai comprato, quando, come stavi quel giorno, quante sigarette hai acceso con un solo accendino? Sono amanti inaffidabili, si perdono, ti vengono sottratti, si scaricano, si rompono, è mattina e fai colazione e vuoi accendere una sigaretta ma l’unico accendino che hai è morto, che fai?

Possiedo accendini inutilizzabili. Sono sparsi dentro decine di borse e in giro per casa; so da dove vengono, per questo non voglio buttarli. E’ come gettare per sempre il ricordo di una giornata, o di una persona o di un viaggio. Non li colleziono, perché collezionare ricordi non è la mia attività preferita, li conservo. Il mio preferito è un bic giallo e fuxia. E’ finito il gas, ma sta a lì fermo sopra la mensola all’ingresso, a proiettare l’immagine di un volto perso nel tempo, ché nemmeno mi ricordo più gli occhi e i capelli e la forma dei denti.

Viaggiano democraticamente, e non inquinano quando si spostano, stanno per un po’ dentro la tua tasca e poi ti lasciano, come i migliori dei fuggitivi.

Dove sono?

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