Tra Benson Blu e baci al veleno

ottobre 29, 2009 § Lascia un commento

“Fumiamo una sigaretta” gli ho detto. Eravamo stesi sul divano, il televisore proiettava luci. Si alzò e prese il suo pacchetto di sigarette Benson Blu, ne sfilò due e le mise in bocca. Le infiammò e con le dita tolse una delle due e me la porse. Lui seduto, io disteso. Mi levai da quel tessuto appiccicoso che il nostro divano imprime d’estate avvicinandomi alla finestra. Avevo indossato una sua maglia senza maniche e le mutandine che lui ama, tanto da addormentarsi di notte con quel feticcio tra le narici. In piedi mi sporgevo da quella finestra, il davanzale toccava l’estremità della mia pancia, sbattevo compulsante il mio corpo su quella superficie fredda e piena di polvere. Da dietro toccava il mio Segreto infilando le dita tra le mutandine. Me le sfilò facendomele scivolare tra le gambe, con più ferocia e gusto maneggiò le mie natiche tonde, perfette per alcuni.

Andai avanti a fumare ignaro che il mio Sesso potesse essere notato da qualche vicino del palazzo di fronte. L’eccitazione fece pulsare il mio membro, duro e inerme come un’asta. Poi mi catturò da dietro, bloccandomi. Chiuse una parte della finestra e mi sbatté il viso contro la lastra di vetro deformando metà viso. Maldestro entrò sempre di più, provai dolore, sentivo la mia voragine infuocata quasi come lesa. Il caldo provocò nel mio ano del liquido come mare spumeggiante.

 

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e paolo e francesca? e renzo e lucia? e romeo e giulietta?

giugno 18, 2009 § 3 commenti

io non sono una persona romantica, o almeno lo sono a modo mio. qualche anno fa un tizio tanto carino si era permesso di regalarmi un mazzo di rose rosse; la conseguenza di quel gesto fu l’immediato abbandono da parte mia, che mi rifiuto di stare insieme a qualcuno che regala orribili fiori come lo sono le rose (mina cantava: Le rose e violini/ questa sera raccontali a un’altra, violini e rose li posso sentire/ quando la cosa mi va se mi va,
quando è il momento/ e dopo si vedrà). regalami i fiori di campo, no? regalami le spighe, regalami un bel mazzo di peperoncino, che poi ti faccio una pasta che non te la scordi per i prossimi venticinque anni.

non mi va più di stare in un mondo e a contatto con della gente che pensa che innamorarsi sia da sfigati. conosco parecchia gente che la pensa a questo modo. se un tempo erano i figli, o l’idea di averli, a minacciare i desideri di libertà e indipendenza, oggi lo è il rapporto di coppia. e questo vale per maschietti e femminucce, senza distinzione di sorta. avere una donna o un uomo d’amare significa mettersi in gioco, fare dei compromessi, rinunciare a delle cose per averne in cambio altre, e questo a tanta gente, a troppa gente, non va bene. ” il desiderio e il sesso subiscono un’impennata verso il basso”, e questa è la notizia più triste che le mie orecchie abbiano mai sentito. persino il desiderio e il sesso sono visti come optional di una vita già di per sè troppo movimentata, troppo vivace. per molti fare sesso è diventata una perdita di tempo, un togliere preziose ore al lavoro, agli impegni e agli hobby. il sè vince su tutto, il proprio privato, le proprie ambizioni prendono il posto del desiderio erotico, e fra tutto ciò si fa spazio un unico desiderio, che nella lista dei desideri è quello più ameno e più triste e più vigliacco: il desiderio di affermazione. ma che cazzo significa, poi? in che senso ti vuoi affermare? io non l’ho mai capita sta cosa qua.

ci sono due cose che si possono scegliere, in tutta tranquillità: o rimanere da soli così come soli siamo arrivati a questo mondo e vivere ricercendo una privata felicità, una privata affermazione, un lavoro sicuro e remunerativo e in tutto questo non avere spazio per una donna o un uomo da amare in maniera totale e disinibita, ma soltanto lo spazio necessario per una trombata veloce (nei casi disperati rimane solo l’onanismo). oppure si può scegliere di mettere al primo posto l’amore, magari annullandosi un po’, soffrendo poco o tanto, si può piangere molto e ridere poco o viceversa, spremere il proprio desiderio erotico fino all’esaurimento, dedicando le giornate alla felicità dell’altro, che poi sarebbe anche la propria. in tutto ciò non è vietato andarsi a ricercare degli spazi propri, ma che non diventino, per carità, delle libertà più grandi dell’amore. l’amore, quello erotico, quello filiale, quello di coppia, qualsiasi tipo di amore, non minaccia la libertà nè l’indipendenza. basta, come per tutte le cose, trovare il giusto equilibrio. basta non dare troppo peso all’una o l’altra cosa.

è triste assai vivere in una società in cui non sono più ammesse le follie per amore, in cui l’amore non è totale e anche devastante e devastatore. un tempo erano comuni i casi di suicidio a seguito dell’abbandono del partner. ora, a seguito di una separazione scatta l’omicidio: ci sarà qualcosa di malato in questo? la vittima della violenza non è più il diretto interessato, che preferiva bere il veleno dalla boccetta piuttosto che vivere tutta una vita senza l’oggetto amato, ma è proprio l’oggetto amato ad essere annullato, ammazzato, per permettere alla parte lesa di vivere ancora, di rifarsi una nuova vita. se mi lasci mi uccido, si diceva un tempo, e diciamo ancora oggi noi che crediamo nell’amor cortese. se mi lasci ti uccido, si dice oggi. e sapete di chi è stata la colpa di tutto questo? di julio iglesias, che cantava “se mi lasci non vale” e ha fatto credere a tanti cretini che chi lascia è uno stronzo e chi viene lasciato ha il diritto a vendicarsi.

Frank

giugno 9, 2009 § 2 commenti

E’ davvero villano vedere il sesso come qualcosa di proibito e peccaminoso, soprattutto quando le persone in questione sono due adolescenti.

Gli adolescenti hanno bisogno di sperimentare e non di privatizzare i loro ormoni. Si sa che a quell’età c’è una morbosa curiosità e la carica sessuale è molto più accesa rispetto a un quarantenne. Il sesso è un atto puro, non va bistrattato.

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