Poco cordiali, poco solidali/2

settembre 2, 2009 § Lascia un commento

Poco cordiali, poco solidali

settembre 1, 2009 § 1 Commento

I pericoli di un single

luglio 24, 2009 § 4 commenti

• Non mangiare per giorni

• Pulire casa solo quando le molliche di pane e la polvere arrivano a sfiorare il lampadario sul soffitto

• Incontrare uomini convinti che tu voglia sposarli, e invece vuoi solo ridere per qualche ora e nulla più e loro non capiscono e scappano, perché qualcuno ha messo in giro la voce che gli uomini gay p. sono sempre alla ricerca della Grande Relazione che lì salverà dalla solitudine. Stronzate, una dopo l’altra.

 • Guardare programmi dementi alla TV, perché non ci sta nessuno a giudicarti.

 • Sesso sporadico e non sempre soddisfacente.

• Approfittare troppo di mezzi divinatori come tarocchi, I King e Sibilla Cumana quando non hai molto da fare e chiedi le cose fra le più stupide e inutili tipo “Morirò di fame e denutrito entro la fine della settimana?”

• Guardare vecchie foto e chiederti “quando abbiamo cominciato a sbagliare?”

• Arrampicarsi su improponibili scale per montare tende, scaricare scatole, posare bagagli, prendere libri e rischiare di rompersi quelle poche ossa malate.

• Spaccarsi i denti cercando di aprire la bottiglia d’acqua, ché le mani sono deboli e una delle virtù dell’uomo gay a., in quanto maschio semi-etero, è quella di saper aprire bottiglie e barattoli.

• Non avere alcun senso del tempo. E’ notte? E’ giorno? A che ora ti sei svegliato stamattina? E che ne so? Non ricordo nemmeno di essere mai andato a dormire.

• Incontrare gente convinta che tu, nella tua stupenda solitudine, ci stia male e questo fa nascere una considerazione che rappresenta anche la seconda parte di questo post: Se sei un uomo gay single, la maggior parte della gente crede che tu viva male la tua condizione. L’idea diffusa e radicata è che tutto ciò che una persona desidera è un accompagnatore, qualcuno che gli stia vicino a prescindere dal valore del loro rapporto e a prescindere dal valore dell’uomo in questione. E’ un fatto di priorità: chi è più importante? Io o un qualsiasi demente con cui posso scambiare due risate? La risposta, la mia risposta, è: sono più importante io, e dato che ho questa consapevolezza, il demente qualsiasi non salirà di ruolo, rimarrà un demente qualsiasi e non avrà mai la possibilità di essere qualcosa di diverso (a meno che non si sottoponga a lobotomia).

Nella mia pelle ci sto bene, che sia solo, che sia accompagnato o male accompagnato. Il resto è un altrove, il resto è addizione a un cerchio già pieno e perfetto e senza sbavature. Non puoi aggiungere o togliere niente, perché sono pieno e totale.

E non parlate di cinismo, non c’entra una minchia.

e paolo e francesca? e renzo e lucia? e romeo e giulietta?

giugno 18, 2009 § 3 commenti

io non sono una persona romantica, o almeno lo sono a modo mio. qualche anno fa un tizio tanto carino si era permesso di regalarmi un mazzo di rose rosse; la conseguenza di quel gesto fu l’immediato abbandono da parte mia, che mi rifiuto di stare insieme a qualcuno che regala orribili fiori come lo sono le rose (mina cantava: Le rose e violini/ questa sera raccontali a un’altra, violini e rose li posso sentire/ quando la cosa mi va se mi va,
quando è il momento/ e dopo si vedrà). regalami i fiori di campo, no? regalami le spighe, regalami un bel mazzo di peperoncino, che poi ti faccio una pasta che non te la scordi per i prossimi venticinque anni.

non mi va più di stare in un mondo e a contatto con della gente che pensa che innamorarsi sia da sfigati. conosco parecchia gente che la pensa a questo modo. se un tempo erano i figli, o l’idea di averli, a minacciare i desideri di libertà e indipendenza, oggi lo è il rapporto di coppia. e questo vale per maschietti e femminucce, senza distinzione di sorta. avere una donna o un uomo d’amare significa mettersi in gioco, fare dei compromessi, rinunciare a delle cose per averne in cambio altre, e questo a tanta gente, a troppa gente, non va bene. ” il desiderio e il sesso subiscono un’impennata verso il basso”, e questa è la notizia più triste che le mie orecchie abbiano mai sentito. persino il desiderio e il sesso sono visti come optional di una vita già di per sè troppo movimentata, troppo vivace. per molti fare sesso è diventata una perdita di tempo, un togliere preziose ore al lavoro, agli impegni e agli hobby. il sè vince su tutto, il proprio privato, le proprie ambizioni prendono il posto del desiderio erotico, e fra tutto ciò si fa spazio un unico desiderio, che nella lista dei desideri è quello più ameno e più triste e più vigliacco: il desiderio di affermazione. ma che cazzo significa, poi? in che senso ti vuoi affermare? io non l’ho mai capita sta cosa qua.

ci sono due cose che si possono scegliere, in tutta tranquillità: o rimanere da soli così come soli siamo arrivati a questo mondo e vivere ricercendo una privata felicità, una privata affermazione, un lavoro sicuro e remunerativo e in tutto questo non avere spazio per una donna o un uomo da amare in maniera totale e disinibita, ma soltanto lo spazio necessario per una trombata veloce (nei casi disperati rimane solo l’onanismo). oppure si può scegliere di mettere al primo posto l’amore, magari annullandosi un po’, soffrendo poco o tanto, si può piangere molto e ridere poco o viceversa, spremere il proprio desiderio erotico fino all’esaurimento, dedicando le giornate alla felicità dell’altro, che poi sarebbe anche la propria. in tutto ciò non è vietato andarsi a ricercare degli spazi propri, ma che non diventino, per carità, delle libertà più grandi dell’amore. l’amore, quello erotico, quello filiale, quello di coppia, qualsiasi tipo di amore, non minaccia la libertà nè l’indipendenza. basta, come per tutte le cose, trovare il giusto equilibrio. basta non dare troppo peso all’una o l’altra cosa.

è triste assai vivere in una società in cui non sono più ammesse le follie per amore, in cui l’amore non è totale e anche devastante e devastatore. un tempo erano comuni i casi di suicidio a seguito dell’abbandono del partner. ora, a seguito di una separazione scatta l’omicidio: ci sarà qualcosa di malato in questo? la vittima della violenza non è più il diretto interessato, che preferiva bere il veleno dalla boccetta piuttosto che vivere tutta una vita senza l’oggetto amato, ma è proprio l’oggetto amato ad essere annullato, ammazzato, per permettere alla parte lesa di vivere ancora, di rifarsi una nuova vita. se mi lasci mi uccido, si diceva un tempo, e diciamo ancora oggi noi che crediamo nell’amor cortese. se mi lasci ti uccido, si dice oggi. e sapete di chi è stata la colpa di tutto questo? di julio iglesias, che cantava “se mi lasci non vale” e ha fatto credere a tanti cretini che chi lascia è uno stronzo e chi viene lasciato ha il diritto a vendicarsi.

paradossi o paraculi?

giugno 3, 2009 § 10 commenti

questo è un paese in cui succede di tutto.

questo è un paese in cui il ministro della giustizia viene indagato dalla magistratura su cui, egli stesso, provvede a mettere il bavaglio.

è un paese in cui il papa chiede l’eutanasia. (pare che giovanni paolo II abbia chiesto l’interruzione delle terapie poco prima di morire)

è un paese in  cui indignarsi per una legge discriminatoria come la legge 30 viene visto come un’offesa ai morti e non come una protesta di lavoratori e lavoratrici che rivendicano diritti.

è un paese in cui chi si batte per la famiglia e i valori finisce sulle prime pagine dei giornali perchè è andato a mignotte e ha fatto uso di cocaina.

è un paese in cui l’istituzione familiare è applaudita da governi e clero, da stampa e televisione eppure la stragrande maggioranza di crimini, violenze e omicidi avvengono in famiglia.  (in famiglie eterosessuali, per l’esattezza)

un paese in cui la satira viene scambiata per comicità e la comicità per satira.

è un paese di paradossi e paraculi, di gente che ruba come il più piccolo dei ladri, un paese in cui tutti potremmo gridare a gran voce “u re i conna i fa ma ne voli fatti” (traduzione: il re fa le corna ma non vuole che altri gliele facciano, ossia una versione siciliana del predica bene e razzola male).

No,non abbiamo litigato

maggio 18, 2009 § 10 commenti

mamma mi ha chiesto se avevamo litigato. le mentii. risposi di no. mi sono rotto di scazzottare con le parole come facevamo parecchi mesi fa. le motivazioni sono delle più varie: sto diventando ogni giorno di più paziente, quella qualità che mi è sempre mancata. che poi chi è che dice che è una qualità? di certo non morirò mai di ulcera. mi sfogo in continuazione, se ho qualcosa da dire la dico, scateno tutta la mia furia. c’è che mi dice che non m’immagina furibondo. meglio così, si sa come sono le acque chete, quelle che ti illudono di sembrare una cosa e invece ne sono un’altra. non mi sto a spiegare perchè è un valore imprescindibile, quando scatta,scatta e non c’è niente da fare.

resti incatenato con le tue stesse parole, vedi tutto nero o bianco,  il più delle volte nero, dici cose che non vorresti dire e non sempre è un bene dire ciò che è meglio non dire perchè se ne rimane fregati e imprigionati.

altra motivazione è perchè discutiamo su cose talmente futili che ogni minima cosa diventa un peso come un macinio sulla mia testa. mi appesantisce e non ce la posso fare. la mia mente è libera, la mia testa reclama spazio infinito. soffrire d’emicrania è una brutta bestia e allora perchè farmela venire quando non c’è il bisogno?

queste due sono le più plausibili e veritiere poi ce ne sarebbero altre ma sarebbero troppo paturniose e complicate e ve le risparmio, giuro.

aspettiamo. quando litighiamo l’unica cosa che ci spetta fare ad entrambi è attendere e basta. nulla più.

Vuoto a mezz’aria

marzo 24, 2009 § Lascia un commento

E’ la condizione di me adesso,disteso sul letto con poche robe addosso, quasi niente. il necessario per coprire certi pezzi di pelle. vuoto a mezz’aria è questa stanza di carta da parati senza incisioni di graffi, senza anima, senza sagome rotanti.

perchè più mi disinteresso della vita degli altri più loro s’interessano della mia? vorrei essere uno, vorrei essere tanti per soddisfarvi.

vorrei essere eterosessuale per fecondare più donne. vorrei essere donna per partorire esseri. vorrei moltiplicarmi per darmi totalmente alla folla. vorrei essere di più di quel che non sono. vorrei immaginarmi tutto e non ricordare più niente.

Dove sono?

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