Together with me

maggio 23, 2009 § 13 commenti

è da tempo che non mi trovavo a cenare da solo. sarò masochista ma la solitudine a me piace. sto bene in compagnia di me. sarà, ma sento che questo luogo, presto diventerà deserto.

non me ne preoccupo e non fatelo neanche voi, sicuramente non lo farete. è l’afa che mi spinge a pubblicare di meno.

scrivo,perchè scrivo, ma la voglia di tornare in questo posto è poca, poca.

programma della serata: spaghetti con zucchine e gamberetti (rigorosamente surgelati), sky propone “juno”, il film della quindicenne incinta, oppure la replica de “l’era glaciale” di daria bignardi.

se volete venirmi a trovare sto a cremona in Via Gluck, 7 se suonate il citofono e non vi rispondo è perchè sono sotto la doccia e mi sono già rotto di juno e della bignardi messe insieme chiaro?

No regrets

maggio 14, 2009 § 4 commenti

Come avrei potuto pensare di arrivare in uno stato di coppia fissa se prima non avessi fatto tutte quelle esperienze accumulate? Non posso rinnegare il mio passato. E’ come tradirlo. Subire un fallo dalla mia stessa vita.

Vendesi domande, cercasi risposte

maggio 9, 2009 § 6 commenti

F. è un taroccaro. No nel senso di falso. Ma inteso come colui che legge i tarocchi.

Ora mai chiedo anche alle carte quante volte andrò al gabinetto durante il giorno. Ossessione? Mania temporanea? Forse tutto ciò. Un insieme di cose. Mi sono stufato di darmi delle risposte e le ricerco altrove dove la mente umana è piccola a confronto. Cerco risposte in nuove galassie dove tutto non deve avere per forza una ragione.

Con Angelo è capitato che ci leggessimo i tarocchi. Anche lui è un taroccaro. Siamo entrambi affascinati dall’esoterismo. In senso buono. Non siamo dei fanatici. Sappiamo riequilibrare entrambi i disequilibri l’uno dell’altro, questa è la nostra competenza. Il nostro ying e yang. L’ altra metà della mela.

Scrivo molto coinciso e con svariati punti perchè in questi giorni ho riletto il libro Revolver di Isabella Santacroce e il modo in cui l’ha partorito mi ha devastato totalmente e si vede. Mi ha contaminato, condizionato.

Non ci posso fare niente, solo gettare la spugna e aspettare che passi.

Nuovi piccoli progetti ci sono come quello di aprire un blog a quattro mani, ma non vi svelo altro. Il secondo soggetto che ha progettato insieme a me l’idea non è così scontato. Se pensate ad A. non è così, ma anche sì perchè nelle mie parole c’è parte anche di lui ora mai. Sembrerà strano ma prima di conoscere Angelo scrivevo in modo differente da come scrivo adesso. C’è una parte sua che mi sovrasta. Succede così anche nella vita, alcuni suoi modi di fare o di dire mi hanno assorbito, sono diventati anche i miei modi di fare. Alcune cose a cui io credo A. le ha fatte sue. E’ un interscambio di mondi. Sono diventato anche più simpatico da quando lo conosco.

C’è da fare, c’è sempre qualcosa da fare e da rifare, c’è da fare

maggio 5, 2009 § 10 commenti

“Gocce di pioggia su di me” canterebbe patty pravo oggi in questa giornata cremonese che di cremonese ha ben tanto.
Il tempo, grigio, triste come le persone. Lo stadio è l’unico luogo dove provengono voci. Un coro straziante di tifosi ad incoraggiare la propria squadra del cuore. Tutti inzuppati i calciatori tanto da sembrare lottatori nel fango che si battono per la sopravvivenza,ignari che poco vicino a loro si sta consumando il peccato.
Una carta strappata di profillattico è adagiata sul comodino, un’altra è vicino allo specchio in bagno. A cremona non si sa mai cosa fare. Perchè i cremonesi si rintanano nelle loro case quando non c’è di meglio da fare e a cremona c’è sempre poco da fare.
Cremona è una città immersa in un liquido amniotico, reduce da un travaglio faticoso e lento. Assopita nella valle i suoi abitanti paiono addormentati dal pifferaio magico costretti a vivere nel grigiore di una nube nera sopra le loro teste. Drogati di sete e di fama raggiungibile solo scappando, fuggendo. A Cremona c’è solo da sperare facendo l’amore e nient’altro. Aspettare. Attendere che qualcuno ci svegli dall’eterno sonno, dal lungo letargo.

I fischi dello stadio mi distraggono e la voglia di scrivere svanisce, lenta, inesorabile. Ma io ci provo e non mi arrendo.

A. del K2 dice che noi cremonesi siamo degli esseri profondamente freddi. “Che ce la tiriamo”. Detto da un milanese trapiantato a cremona fa piuttosto ridere, ma lui sostiene questo, di certo non posso biasimarlo, non sono nemmeno io un espansivone. A primo impatto do un’ impressione distaccata e forse è questo quello che intendeva A.

Noi cremonesi siamo in allerta, sempre, in qualsiasi circostanza. Abbiamo paura di essere feriti e che qualcuno capisca le nostre debolezze. E’ un’arma di difesa. Nato da padre romano/calabrese e  mamma di cremona ho capito più nettamente quello che A. intendeva. La disparità è imbarazzante. Due mondi e due luoghi troppo diversi per vivere sulla stessa penisola. Ci sono aspetti del sud che mio padre incarna alla perfezione, come il rigore o l’essere estremi che mi hanno sempre affascinato. Mentre mia madre mi diede un’educazione più pulita e organizzata. Credo il più delle volte le mie confusione siano frutto di questi mondi che poco si combaciano. Il fatto di avere familiari di origini diverse mi ha fatto vedere il mondo sotto occhi non del tutto chiari.

Primo maggio

maggio 3, 2009 § 2 commenti

Venerdì sera. Primo maggio.

Cena. Tarda cena. F. A. C. A. L. e A. si dirigono al ristorante.

A. è il fratello di M.

M. sta con M.

M. è l’ex di F. il che rende la situazione più imbarazzante e assurda.

A., come è del suo solito, fa una battuta ad A. coinvolgendo il fratello di A., M.

Battuta simpatica, per nulla invadente, per niente volgare.

A. si arrabbia. Dice ad A. di non coinvolgere altre persone.

A. trova la reazione eccessiva, in quanto la battuta fatta non è offensiva nei confronti del fratello.

A. dopo l’offesa di A. gli vengono dei dubbi.

L. la fidanzata (anche se non prorpio così) di A. si scusa

F. dice a L. che è dispiaciuto per lei. F. trova A. anormale e lo dice ad L.

A. va a fumarsi una sigaretta.

L. parla con F.

A. trova A. anormale.

C. e A. assistono alla scena inebetiti.

F. va in bagno incontra R. insieme alla sua fidanzata e famiglia.

Parla un po’ con lui di cose non interessanti. F. ha fretta di sedersi.

F. dice ad A. di girarsi che c’è R.

Si salutano a distanza. Dopo un po’ R. si avvicina ad A. e parlano di cose non interessanti.

R. dice ad A. di andarlo a trovare. Poi guarda F. e dice lo stesso.

F. crede che R. abbia un interesse per A. perchè R. non è del tutto etero.

Vedremo, anche se F. poche volte si sbaglia.

Modestia.

Cigarette of mamy

maggio 2, 2009 § 4 commenti

Le sigarette sono ottime compagne di solitudine. Sorreggono il gioco.

Diverso da chi?

aprile 1, 2009 § 4 commenti

triade. io, a. e mamma. dove? al cinema. a vedere cosa? “diverso da chi?”. filmettino. unico appunto stra-positivo gli attori. filippo nigro bello. luca argentero bellissimo. claudia gerini sembrava la santanchè non dico altro. un film a mio parere un po’ inverosimile. non è inverosimile il contenuto, quanto le dinamiche. confuse e indecise.

ad a. è piaciuto. a mamma idem. io bastian contrario per eccellenza non mi sono accontentato. valutazione minuziosa la mia, e pensare che “Milk” (il film, intendo) l’avevano trasmesso per tre sere al teatro filo di cremona, l’ho scoperto sul sito dell’arcigay. quello è un film pro-gay. non la brodaglia di stasera. è un film che non smuove. troppo di centro. troppo di tutto. troppo di niente.

sarò troppo esigente anche in questo?

mi ascolto Mina e mi consolo un po’. lei si che è una vera icona.

Dove sono?

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