Cremona sniffa

settembre 22, 2009 § Lascia un commento

Cremona: quarantenne finisce in manette. E’ entrato nel duomo di Cremona, si è tolto i pantaloni e, come niente fosse, ha preparato una striscia di cocaina su una balaustra dell’altare e l’ha sniffata. L’incredibile episodio è avvenuto davanti agli occhi increduli di sacerdoti e fedeli. All’arrivo della polizia l’uomo, un quarantenne austriaco, ha reagito con violenza ed è stato arrestato per lesioni, resistenza e atti contrari alla pubblica decenza. A dare l’allarme sono stati gli stessi fedeli che, dopo aver superato lo choc per l’incredibile “spettacolo”, hanno richiesto l’intervento della polizia e dei vigili urbani. Quando sono arrivati nella cattedrale, gli agenti hanno trovato l’uomo ancora nudo e intento a sniffare la sua striscia di cocaina sull’altare. E alla richiesta di ricomporsi, l’austriaco ha dato in escandescenze: dopo aver tentato di impedire il sequestro della droga lanciandosi sugli agenti, si è messo a menar pugni e calci mandando in ospedale due poliziotti. Solo con molta fatica gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo. Dopo alcune ore passate in cella, i bollenti spiriti dell’uomo si sono calmati, e i poliziotti lo hanno sentito pregare.

I pericoli di un single

luglio 24, 2009 § 4 commenti

• Non mangiare per giorni

• Pulire casa solo quando le molliche di pane e la polvere arrivano a sfiorare il lampadario sul soffitto

• Incontrare uomini convinti che tu voglia sposarli, e invece vuoi solo ridere per qualche ora e nulla più e loro non capiscono e scappano, perché qualcuno ha messo in giro la voce che gli uomini gay p. sono sempre alla ricerca della Grande Relazione che lì salverà dalla solitudine. Stronzate, una dopo l’altra.

 • Guardare programmi dementi alla TV, perché non ci sta nessuno a giudicarti.

 • Sesso sporadico e non sempre soddisfacente.

• Approfittare troppo di mezzi divinatori come tarocchi, I King e Sibilla Cumana quando non hai molto da fare e chiedi le cose fra le più stupide e inutili tipo “Morirò di fame e denutrito entro la fine della settimana?”

• Guardare vecchie foto e chiederti “quando abbiamo cominciato a sbagliare?”

• Arrampicarsi su improponibili scale per montare tende, scaricare scatole, posare bagagli, prendere libri e rischiare di rompersi quelle poche ossa malate.

• Spaccarsi i denti cercando di aprire la bottiglia d’acqua, ché le mani sono deboli e una delle virtù dell’uomo gay a., in quanto maschio semi-etero, è quella di saper aprire bottiglie e barattoli.

• Non avere alcun senso del tempo. E’ notte? E’ giorno? A che ora ti sei svegliato stamattina? E che ne so? Non ricordo nemmeno di essere mai andato a dormire.

• Incontrare gente convinta che tu, nella tua stupenda solitudine, ci stia male e questo fa nascere una considerazione che rappresenta anche la seconda parte di questo post: Se sei un uomo gay single, la maggior parte della gente crede che tu viva male la tua condizione. L’idea diffusa e radicata è che tutto ciò che una persona desidera è un accompagnatore, qualcuno che gli stia vicino a prescindere dal valore del loro rapporto e a prescindere dal valore dell’uomo in questione. E’ un fatto di priorità: chi è più importante? Io o un qualsiasi demente con cui posso scambiare due risate? La risposta, la mia risposta, è: sono più importante io, e dato che ho questa consapevolezza, il demente qualsiasi non salirà di ruolo, rimarrà un demente qualsiasi e non avrà mai la possibilità di essere qualcosa di diverso (a meno che non si sottoponga a lobotomia).

Nella mia pelle ci sto bene, che sia solo, che sia accompagnato o male accompagnato. Il resto è un altrove, il resto è addizione a un cerchio già pieno e perfetto e senza sbavature. Non puoi aggiungere o togliere niente, perché sono pieno e totale.

E non parlate di cinismo, non c’entra una minchia.

A Cremona spiove

giugno 20, 2009 § 13 commenti

Io sono devoto alla solitudine, devo a lei tante esperienze che ho vissuto, che ho imparato. E’ grazie a lei che all’età di ventuno anni posso godermi una relazione fissa.

La solitudine non è malvagia. Non parlo di solitudine costrittiva, di quelle “punitive”, quella è tutta un’altra roba e nessun essere nel 2009 dovrebbe vivere questo disagio, perché di disagio si tratta. Io ho fatto delle scelte sin da piccolo, rifiutando alcuni inviti e risultando a molti freddo e distaccato a discapito di una vita sociale normalizzata per quei tempi; mi ha saputo dare del vissuto estremo quanto rischioso ma che solo ora me ne rendo conto.

Non è stato facile farmi amica la solitudine, ma ci sono riuscito, grazie anche a una buona dose di fortuna nel 2007 la mia vita si rovesciò, non posso dire se in meglio o in peggio, ma capii subito che si trattò di una “botta di culo”.

E così finisce questo post notturno.

Sono quasi le tre di notte, a. è sul divano che dorme. A Cremona Spiove.

Together with me

maggio 23, 2009 § 13 commenti

è da tempo che non mi trovavo a cenare da solo. sarò masochista ma la solitudine a me piace. sto bene in compagnia di me. sarà, ma sento che questo luogo, presto diventerà deserto.

non me ne preoccupo e non fatelo neanche voi, sicuramente non lo farete. è l’afa che mi spinge a pubblicare di meno.

scrivo,perchè scrivo, ma la voglia di tornare in questo posto è poca, poca.

programma della serata: spaghetti con zucchine e gamberetti (rigorosamente surgelati), sky propone “juno”, il film della quindicenne incinta, oppure la replica de “l’era glaciale” di daria bignardi.

se volete venirmi a trovare sto a cremona in Via Gluck, 7 se suonate il citofono e non vi rispondo è perchè sono sotto la doccia e mi sono già rotto di juno e della bignardi messe insieme chiaro?

L’Altro

maggio 12, 2009 § 3 commenti

Martedì 12 maggio troverete in edicola un nuovo quotidiano, “L’Altro”, diretto da Piero Sansonetti.

L’«Altro» Sansonetti rottama la Sinistra, anzi si potrebbe dire che la butta addirittura via. È lui stesso a esordire così alla presentazione del suo nuovo giornale, l’Altro: «Questa sinistra è da buttare, andrebbe rifatta tutta daccapo. Serve una forza aperta, capace di parlare con tutti, che sappia rompere i suoi tabù e superare vecchi steccati». Eccolo Piero Sansonetti (nella foto) defenestrato da Ferrero a Liberazione e oggi al battesimo come direttore dell’Altro, da oggi in edicola, finanziato dalle cooperative, con l’ambizione di rivolgersi a quel vasto pubblico scontento dell’attuale gauche. Dieci redattori, distribuito da Mondadori in 80 città, l’Altro avrà un’edizione online e uscirà sei giorni su sette con obiettivo 10-20mila copie e una tiratura iniziale di 90mila.

Tutto spiega tutto. Con 90 mila tirature figuriamoci se a Cremona arriva. Buona cosa è che ad ogni edicolante a cui porgevo la solita domanda “Ha L’altro quotidiano di Piero Sansonetti?”, risposta dell’edicolante ” Molte persone l’hanno chiesto ma a noi non è arrivato”(ho trovato tra l’altro anche quelli stra-sfegatati comunisti), dicevo appunto che il fattore positivo è che credevo di essere l’unico cremonese a richiederlo e invece non è stato così, d’altronde Cremona è un città di sinistra.

Vendesi domande, cercasi risposte

maggio 9, 2009 § 6 commenti

F. è un taroccaro. No nel senso di falso. Ma inteso come colui che legge i tarocchi.

Ora mai chiedo anche alle carte quante volte andrò al gabinetto durante il giorno. Ossessione? Mania temporanea? Forse tutto ciò. Un insieme di cose. Mi sono stufato di darmi delle risposte e le ricerco altrove dove la mente umana è piccola a confronto. Cerco risposte in nuove galassie dove tutto non deve avere per forza una ragione.

Con Angelo è capitato che ci leggessimo i tarocchi. Anche lui è un taroccaro. Siamo entrambi affascinati dall’esoterismo. In senso buono. Non siamo dei fanatici. Sappiamo riequilibrare entrambi i disequilibri l’uno dell’altro, questa è la nostra competenza. Il nostro ying e yang. L’ altra metà della mela.

Scrivo molto coinciso e con svariati punti perchè in questi giorni ho riletto il libro Revolver di Isabella Santacroce e il modo in cui l’ha partorito mi ha devastato totalmente e si vede. Mi ha contaminato, condizionato.

Non ci posso fare niente, solo gettare la spugna e aspettare che passi.

Nuovi piccoli progetti ci sono come quello di aprire un blog a quattro mani, ma non vi svelo altro. Il secondo soggetto che ha progettato insieme a me l’idea non è così scontato. Se pensate ad A. non è così, ma anche sì perchè nelle mie parole c’è parte anche di lui ora mai. Sembrerà strano ma prima di conoscere Angelo scrivevo in modo differente da come scrivo adesso. C’è una parte sua che mi sovrasta. Succede così anche nella vita, alcuni suoi modi di fare o di dire mi hanno assorbito, sono diventati anche i miei modi di fare. Alcune cose a cui io credo A. le ha fatte sue. E’ un interscambio di mondi. Sono diventato anche più simpatico da quando lo conosco.

C’è da fare, c’è sempre qualcosa da fare e da rifare, c’è da fare

maggio 5, 2009 § 10 commenti

“Gocce di pioggia su di me” canterebbe patty pravo oggi in questa giornata cremonese che di cremonese ha ben tanto.
Il tempo, grigio, triste come le persone. Lo stadio è l’unico luogo dove provengono voci. Un coro straziante di tifosi ad incoraggiare la propria squadra del cuore. Tutti inzuppati i calciatori tanto da sembrare lottatori nel fango che si battono per la sopravvivenza,ignari che poco vicino a loro si sta consumando il peccato.
Una carta strappata di profillattico è adagiata sul comodino, un’altra è vicino allo specchio in bagno. A cremona non si sa mai cosa fare. Perchè i cremonesi si rintanano nelle loro case quando non c’è di meglio da fare e a cremona c’è sempre poco da fare.
Cremona è una città immersa in un liquido amniotico, reduce da un travaglio faticoso e lento. Assopita nella valle i suoi abitanti paiono addormentati dal pifferaio magico costretti a vivere nel grigiore di una nube nera sopra le loro teste. Drogati di sete e di fama raggiungibile solo scappando, fuggendo. A Cremona c’è solo da sperare facendo l’amore e nient’altro. Aspettare. Attendere che qualcuno ci svegli dall’eterno sonno, dal lungo letargo.

I fischi dello stadio mi distraggono e la voglia di scrivere svanisce, lenta, inesorabile. Ma io ci provo e non mi arrendo.

A. del K2 dice che noi cremonesi siamo degli esseri profondamente freddi. “Che ce la tiriamo”. Detto da un milanese trapiantato a cremona fa piuttosto ridere, ma lui sostiene questo, di certo non posso biasimarlo, non sono nemmeno io un espansivone. A primo impatto do un’ impressione distaccata e forse è questo quello che intendeva A.

Noi cremonesi siamo in allerta, sempre, in qualsiasi circostanza. Abbiamo paura di essere feriti e che qualcuno capisca le nostre debolezze. E’ un’arma di difesa. Nato da padre romano/calabrese e  mamma di cremona ho capito più nettamente quello che A. intendeva. La disparità è imbarazzante. Due mondi e due luoghi troppo diversi per vivere sulla stessa penisola. Ci sono aspetti del sud che mio padre incarna alla perfezione, come il rigore o l’essere estremi che mi hanno sempre affascinato. Mentre mia madre mi diede un’educazione più pulita e organizzata. Credo il più delle volte le mie confusione siano frutto di questi mondi che poco si combaciano. Il fatto di avere familiari di origini diverse mi ha fatto vedere il mondo sotto occhi non del tutto chiari.

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