I pericoli di un single

luglio 24, 2009 § 4 commenti

• Non mangiare per giorni

• Pulire casa solo quando le molliche di pane e la polvere arrivano a sfiorare il lampadario sul soffitto

• Incontrare uomini convinti che tu voglia sposarli, e invece vuoi solo ridere per qualche ora e nulla più e loro non capiscono e scappano, perché qualcuno ha messo in giro la voce che gli uomini gay p. sono sempre alla ricerca della Grande Relazione che lì salverà dalla solitudine. Stronzate, una dopo l’altra.

 • Guardare programmi dementi alla TV, perché non ci sta nessuno a giudicarti.

 • Sesso sporadico e non sempre soddisfacente.

• Approfittare troppo di mezzi divinatori come tarocchi, I King e Sibilla Cumana quando non hai molto da fare e chiedi le cose fra le più stupide e inutili tipo “Morirò di fame e denutrito entro la fine della settimana?”

• Guardare vecchie foto e chiederti “quando abbiamo cominciato a sbagliare?”

• Arrampicarsi su improponibili scale per montare tende, scaricare scatole, posare bagagli, prendere libri e rischiare di rompersi quelle poche ossa malate.

• Spaccarsi i denti cercando di aprire la bottiglia d’acqua, ché le mani sono deboli e una delle virtù dell’uomo gay a., in quanto maschio semi-etero, è quella di saper aprire bottiglie e barattoli.

• Non avere alcun senso del tempo. E’ notte? E’ giorno? A che ora ti sei svegliato stamattina? E che ne so? Non ricordo nemmeno di essere mai andato a dormire.

• Incontrare gente convinta che tu, nella tua stupenda solitudine, ci stia male e questo fa nascere una considerazione che rappresenta anche la seconda parte di questo post: Se sei un uomo gay single, la maggior parte della gente crede che tu viva male la tua condizione. L’idea diffusa e radicata è che tutto ciò che una persona desidera è un accompagnatore, qualcuno che gli stia vicino a prescindere dal valore del loro rapporto e a prescindere dal valore dell’uomo in questione. E’ un fatto di priorità: chi è più importante? Io o un qualsiasi demente con cui posso scambiare due risate? La risposta, la mia risposta, è: sono più importante io, e dato che ho questa consapevolezza, il demente qualsiasi non salirà di ruolo, rimarrà un demente qualsiasi e non avrà mai la possibilità di essere qualcosa di diverso (a meno che non si sottoponga a lobotomia).

Nella mia pelle ci sto bene, che sia solo, che sia accompagnato o male accompagnato. Il resto è un altrove, il resto è addizione a un cerchio già pieno e perfetto e senza sbavature. Non puoi aggiungere o togliere niente, perché sono pieno e totale.

E non parlate di cinismo, non c’entra una minchia.

La sindrome dei film già visti

maggio 31, 2009 § 10 commenti

D’estate ho più voglia di leggere. Guardare film già visti, una seconda, una terza, una quarta volta. Il mio corpo si abilita verso questo processo, come proprio avviene in senso opposto d’autunno,  la depressione incombe. D’inverno sono sempre triste e mi vedo orribile, con qualsiasi difetto sia interno che fisico. Soprattutto quando subentra il Natale. Lì il livello di tristezza è all’apice del concepimento. E’ una festa religiosa che non mi riesco a godere fino in fondo. Quando ero bimbo lo vivevo serenamente, oggi non più, il mio cuore si  è placato, quando si cena per la vigilia in quelle lunghe tavolate dove i parenti fanno da cornice i miei pensieri non sono lì. Sono altrove. In primavera riesco a rigenerarmi, inizio a svestirmi e processo più parsimonioso non poteva che essere un piacere. Con più poche cose addosso sto meglio, mi sento a mio agio. Ma l’estate riesce a regalarmi qualcosa di unico che non riuscivo a percepire da piccolo. I gusti cambiano, le opinioni pure, certi sentimenti erano inteneriti, ora sono più consapevoli e rigidi. D’estate voglio che la mia pelle si bruci. D’estate ho sempre voglia di farlo, per ore ed ore, senza tregua. D’inverno un po’ la voglia mi passa. Anche questo aspetto è cambiato. In qualsiasi stagione, che facesse caldo o che facesse troppo freddo non aveva importanza. Era ingordigia la mia, ero goloso in tutte le stagioni. Una voglia insaziabile.

Il sole m’infiamma e mi rende attivo e acceso come una lampadina.

Is dead

aprile 18, 2009 § 9 commenti

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Ciò che fu z. (parte seconda)

marzo 20, 2009 § 4 commenti

Aspettava da ore, infinite ore per vedere me, nient’altro che me. L’avevo conosciuto in una di quelle chat gay che vanno di moda per scopare, si esatto, quei luoghi chiamati puttanai virtuali. Era carino, biondo e con gli occhi azzurri. Era il mio principe sul cavallo bianco. Durante la conversazione cibernetica parlammo del più e del meno. Sembrava che la mia vita gli interessasse. Avevo quindici miseri anni, lui trentatre, gli anni del signore.Scopare con il Signore non è da tutti i giorni. Ci scambiammo il numero, dopo cinque istanti il cellulare iniziò a tremare. L’avevo irto fra le cosce, scosse il membro già duro e mi provocò un dolce e solitario piacere.

 

Risposi, un po’ emozionato, mi tremava la voce, era la mia prima volta che parlavo con uno della mia stessa specie,della mia razza, infetto dalla mia stessa malattia. Ironia. La millesima,o forse di più per lui. Fece apprezzamenti sulla mia voce, dicendo che era una voce molto sensuale, calda per uno della mia età. “Ma hai davvero 15 anni  o mi prendi in giro, non è che quando ci vediamo invece che incontrare  te  mi vedo davanti un uomo maturo grasso bramoso di sesso vero?” Continuò. “Sai le chat non sono mai sicure, bisogna fare attenzione e selezionare”. Presi appunti di cose che sapevo già, che conoscevo benissimo da solo grazie alla mia intuizione. Prima di chattare con Cristian, c’erano stati altri venditori di cazzi che mi avevano corteggiato a lungo. Rifiutai alcuni perché troppo grandi, altri brutti come i cessi delle autogrill, altri ancora mi spaventavano ed eccitavano allo stesso tempo ma era troppo presto per provare del sesso estremo con uno di loro. Preferivo un incontro normalizzato, con una persona che mi esprimesse fiducia o per lo meno un poco. Cristian sembrava  quello al caso mio, quello giusto.

Ci incontrammo il giorno dopo del mio compleanno. Mi portò una scatoletta di 4 baci dato che sbadatamente glielo avevo accennato durante la telefonata che il 4 aprile era il mio sedicesimo compleanno. Fu un gesto davvero apprezzabile. Fu carino, dolce. Era miele, pastafrolla che si mischiava al miele. Era un dolce squisito che avrei assaporato la stessa sera. Salì nella sua macchina. Mi aprì da dentro la portiera. Gentiluomo, anzi gentil gay, pensai. Andammo a fare un giro per Cremona. La città di Mina, la tigre di Cremona, la città del torrone, della mostarda, del torrazzo, delle tre t: turon, teraz, tetas.Torrone, terrazzo, tette.

 

Ci appartammo in un parcheggio, era deserto, fuori un ‘aria intensa e fresca si era sollevata. Esitai per un attimo, assorto nei meandri di quell’attimo. Parlammo, anzi parlava. Io per lo più lo ascoltavo. Finì di muovere la bocca, si esercitò non più con le parole ma riempì la sua bocca con la mie labbra morbide. Mi baciò. Fu un bene quel bacio, lui aveva finito di parlare ed io un po’ spaventato da tutto quello che mi aveva raccontato sul mondo gay, non sapevo che dire, ero frenato. Lo vedevo come mio padre, un rabbino che aveva già svolto un percorso lunghissimo, intrinseco di infinità  ed io sprovveduto di gemma, di clorofilla ero lì su quel sedile fermo che ascoltavo la voce della sapienza e della verità assoluta per me in quel momento. Era il giorno delle verità. Appresi le sue esperienze ne trai come qualcosa da imparare, da sapere, da custodire. Un segreto incolmabile. Le sue parole mi si ficcavano in testa come un martello pneumatico, come il suo cazzo che riuscì ad entrare a malapena nel mio piccolo culo. Aveva un pisello davvero grande di circonferenza, lungo il giusto, ne troppo lungo, ne troppo corto. Gli dissi che era la mia prima volta che facevo sesso, era eccitato all’idea di sverginarmi. I suoi occhi catapultati sul mio fondoschiena, le sue mani che mi aprivano il sedere in due estremità come fosse stato un cocomero. Infilò un dito, lo mosse su e giù, mi dava fastidio ma tacqui e sopportai in silenzio, a sua volta infilò un secondo dito. “ Hai un buchetto molto elastico, non dovresti provare dolore.” Sogghignò.

 

Faccia e culo, faccia e culo. La sua faccia e il mio culo a 1 cm di distanza.  Infilava la testa tra le mie chiappe come fosse alla ricerca di un tesoro.  Con il cazzo in tiro, trovò quel tesoro, l’estasi. Digrignai i denti quando lo sentii entrare. Un oggetto organico mi aveva infilzato. La spada nella roccia, lo stuzzicadenti che conficca l’oliva, l’ago che penetra il filo. Poi il gusto, si muoveva al ritmo del suo piacere, come un cucchiaio pieno di yogurt scivolò sul tappetino della macchina. Aveva sporcato la sua costosa macchia del suo sperma bianco latte acido.

Io non ho goduto.

Cristian dopo ciò si mise a pulire con dei fresh and cline il suo adorato tappetino. Il suo pene colava. Da brava cagnetta mi prostrai a lui e glielo pulii con la lingua . “ Ei che fai, certo che siete tutte troiette voi froce giovincelle”.

 

E’ male? Gli chiesi. “Lasciami asciugare”. Voglio diventare il primo della classe. Le cose si devono fare bene oppure non ha senso farle. Escalmai. “Si,si lasciami fare, lasciami pulire.”

 

Mi accorsi che quella faccia di culo non aveva messo il preservativo. Tremavo. La settimana prima ero stato invaso da internet, la ricerca sull’aids mi aveva portato pagine e pagine di malattie, precauzioni, anello vaginale, preservativo, pillola, epatite A,B,C.

Ed io stupido fanciullo ingenuo non avevo fatto attenzione che il Signore mi aveva scopato senza un profilattico! Dopo avermi inghiottito del suo sapere, che i gay sono tutte troie, che non esiste amore eterno tra gay, che gli omosessuali sono tutti infetti di aids.

 

Lo odiavo.

 

Mi riportò a casa.

 

Con il buco che mi faceva male scesi dalla sua BMW.  Non lo salutai, aprii il cancelletto di casa e corsi verso il mio rifugio, la mia casa severa, il mio nido secco. Andai in bagno e mi pulii forte il viso come fosse stato invaso da nei, da macchine nere e viola. Le guance arrossite, gli occhi lacrimare, vidi un angelo dal viso sporco in quell’enorme specchio. Rifletteva un essere dai bordi sbavati. I lineamenti sovrapposti.

 

Mi aveva invaso. Io di carta, lui una sigaretta, se avrebbe voluto mi avrebbe forato. Dopo essersi venduto a me come il gay perfetto, lo fece. Mi forò. Mi fece male, non voleva bruciarmi, ma io si. E mi bruciai con le  mie stesse mani. Un uomo di fuco, una torcia umana che cercava di spegnersi in quel bagno sotto l’acqua gelida della notte.

 

Mi volevo fare male, come avevo sempre fatto dopo avvenimenti che mi avevano portato ad uno stato pietoso. Volevo che qualcuno mi regalasse un po’ di bene.

 

Dicono che dopo la tempesta c’è sempre il sole. Il sole quella sera non lo vidi, la tempesta si, più volte, nella mia testa, nel mio cuore, sotto la pelle, nelle mie vene. Franci  è il deserto. Senza piante, senz’acqua, senza un’oasi. Solo serpenti e scorpioni e nulla più.

La mattina mi accorsi che avevo lasciato il pacchetto con i cioccolatini nella sua macchina. Gli mandai un sms con scritto che gli avevo dimenticati. Non volevo lasciarli niente a quel figlio di puttana. Mi rispose che non solo avevo dimenticato i 4 baci perugina ma anche tutti gli altri baci che mi avrebbe voluto dare.

 

Cristian mi piaceva, ne era consapevole. La risposta mi fece sperare.

 

Arrivò un n uovo messaggio: “una di queste sere ti porto a cena fuori, andiamo al lago, passiamo un po’ più di tempo insieme”.

 

Dopo quel messaggio più niente. Decisi allora di farmi valere un poco. Gli mandai un sms con scritto il perché di questo suo silenzio, e gli chiesi sadicamente se si era dimenticato della cena al lago. La risposta fu che aveva problemi alla macchina, non partiva e che quindi era dal  carro attrezzi. Capii fin da subito che si trattava di una menzogna, di una stupida scusa.

 

Una sera mentre stavo leggendo Fate a New York  di Miller, il cellulare squillò. Era Cristian. Il messaggio non era indirizzato a me, lo si capiva. C’era scritto: “Piccolino, metti la macchina sotto casa mia, perché nel parcheggio qui a fianco stanno facendo dei lavori”.

 

Iena, fuoco, rabbia, irascibilità. Provai a chiamarlo, ma il codardo non rispose. Lo insultai pesantemente tramite sms: bastardo, figlio di puttana, figlio di succhia minchia, porco, schifoso.

 

Il giorno dopo mi mandò sempre un fottuto sms. “Sai Fra, sei un ragazzo molto carino, ma forse sei troppo piccolo per me”. Ci rimasi male. Ero una essere privo di movimento. Non ebbi reazione. Solo calma piatta.

 

Mi sentivo preso in giro. Aveva giocato con me. Io per lui ero solo una cifra, uno dei tanti numeri. Un codice a barre già scalfito. Mi sentivo male, la mia dignità immacolata ora sporca. Non ero riuscito a cadere in piedi e a salvarmi. Avevo permesso che infilasse le dita nel barattolo di marmellata senza che io lo sgridassi e me ne accorgessi. Mi aveva monopolizzato a suo piacimento.

 

Era terribile.

 

Una voragine mi inghiottì.

 

Battute notturne

marzo 20, 2009 § Lascia un commento

Bello essere omosessuali in Italia. Bello proprio.

Ascolta, baby, la situazione è imbarazzante

gennaio 10, 2009 § Lascia un commento

Che potrebbe essere una frase che ho sentito migliaia di volte. E potrebbe essere una frase che gli altri hanno milioni di volte sentito da me. Ma nè io nè gli altri l’abbiamo mai pronunciata, e quindi mai sentita, perchè se la situazione è imbarazzante, baby, allora è imbarazzante anche render noto l’imbarazzo.

La situazione è imbarazzante, e ci sono molti motivi che la rendono imbarazzante.

Tipo che hai smesso di amare il suo odore. E’ imbarazzante ammetterlo.

Oppure la situazione è imbarazzante quando stai pensando una cosa ma ne dici un’altra, e ti ritrovi a parlare di cose per cui tu stesso non hai il minimo interesse. E’ una specie di loop, e spezzare la catena è impossibile quando gli anelli sono tanti e infilati uno dietro l’altro.

E’ imbarazzante quando la verità è visibile a tutti, ma si nega l’evidenza fino a negare che esiste la negazione stessa. Negare per annullare, come una catarsi esistenziale che rinnova le cose e le persone, gli eventi, che rinnova il tempo e lo spazio. Ma è tutto nella tua testa, la realtà non si può cambiare, la verità non è un fatto personale. La dimensione onirica sì. E’ imbarazzante.

Ascolta, baby, la situazione è imbarazzante. Cioè, non so come dirtelo e quindi non te lo dico. E’ più imbarazzante ammettere le mie debolezze che sparire. Eh sì, baby, la situazione è assai imbarazzante. Così imbarazzante, baby.

Tipo due stanno bene insieme, ma fa imbarazzo dirselo.

Oppure due non vogliono più stare insieme, e quanto imbarazzante è ammetterlo?

O ancora, due vogliono stare insieme ma non possono, è imbarazzante dire che non si può, così viene tirato in ballo il caso, la sorte, le sorti; “non sono io, è il fato”. Il fato è imbarazzante.

Non rispondo al decimo messaggio. Non è imbarazzante, baby, continuare ad inviare messaggi senza risposta?

Ti mando il decimo messaggio senza nessuna tua risposta. E’ molto imbarazzante. La dignità è sottoterra, è imbarazzante il modo in cui se ne sta supina ricoperta di terra e sassi. Molto imbarazzante.

Io sono uno che si imbarazza.

Io sono uno che mette in imbarazzo.

In spagnolo embarazada significa “incinta”. Questo spiega molte cose.

Significa che, nello stomaco, c’è sempre un mostro da sopportare, col quale convivere, una paura che attende alle soglie della vita attendendo di essere partorita, vomitata. Imbarazzante, baby, molto imbarazzante.

Sextrology, la bibbia del sesso

dicembre 6, 2008 § 10 commenti

La sextrologia esplora le caratterstiche di tutti i segni zodiacali attraverso una filosofia unica e assolutamente orginale. Starsky e Cox svelano la verità nuda e cruda sulle donne e gli uomini etero e gay di ciascun segno, mostrandone fin nei dettagli più scabrosi preferenze, inclinazioni, perversioni e desideri nascosti. Il libro è ricco di informazioni che stuzzicano. Ogni profilo zodiacale è diviso in tre parti. Segno e personalità: offre una lettura psicologica del segno con numerosi richami alla letteratura antica e moderna, al cinema, alla mitologia; corpo e amima: esplora gli attributi fisici di ciascun segno, dalla testa ai piedi, e le sue caratteristiche espressive; sesso e sessualità: espone dettagliatamente il comportamento e le attitudini sessuali del segno, dentro e fuori la camera da letto. Dalle fantasie alle posizioni preferite, dalle zone erogene ai bisogni emotivi, la sextrologia vuole essere un aiuto a capire meglio la propria sessualità e quella degli altri, per migliorare la visione dei ruoli all’interno delle relazioni e per scoprire cosa aspettarsi dalle nuove fiamme. Ogni profilo è completato da una indispensabile e dettagliata analisi di compatibilità.

(Regalatomi da mia madre ieri sera)

Ariete:
· Per l’uomo Ariete niente è più stimolante di una donna sottomessa, che si tratti della vita vera o di una messa in scena per un appagamento puramente sessuale
· La donna Ariete deve raggiungere l’orgasmo almeno una volta al giorno. Nota masturbatrice, non riesce ad addormentarsi se non si dà una toccatina.
Toro:
· L’uomo Toro è un amante lento, si lascia andare a rapporti straordinariamente lunghi, vere e proprie maratone di sesso
· La donna Toro è animata dal desiderio di soddisfare il suo uomo. Decisamente combattiva in camera da letto, porta l’esplorazione della sua femminilità quasi al feticismo, lasciandosi andare a ruoli come quello di artista dello streaptease, di geisha o di prostituta d’alto bordo.
Gemelli:
· Per l’uomo Gemelli il sesso deve essere innanzitutto divertimento. Ama sperimentare e odia la routine
· La donna Gemelli, il cui pensiero precede l’azione, si eccita molto di fronte all’attesa, all’ignoto; il pensiero di essere leccata, penetrata e poi bagnata dentro e fuori, può eccitarla al punto da lasciarsi scopare senza sbattere ciglio. Ma il suo partner deve sempre stare all’erta e mostrarsi flessibile a tutti i suoi cambiamenti d’umore.
Cancro:
· L’uomo Cancro è il tettomane più incallito dello zodiaco
· La donna Cancro cerca nel partner un salvatore. Il suo eroe è un uomo disposto a sacrificarsi. Sotto le lenzuola, dispone di un repertorio erotico alquanto vivace ed è il segno femminile più aperto alle sperimentazioni.
Leone:
· L’uomo Leone è il più instancabile segno dello zodiaco in camera da letto, capace di trascorrere giornate intere tra le lenzuola, alternando sonno e sesso
· La donna Leone è la più devota dello zodiaco al proprio uomo. Adora vincere ed essere vinta, anche a letto, e cerca un uomo capace di tenerle testa in questa sana competizione. A volte può manifestare una certa tendenza alla ninfomania.
Vergine:
· E uno degli uomini più abili con le mani, ma è poco disposto alle pratiche orali. Si eccita a pensare di essere cornificato ed è tra i segni con maggiori tendenze omosessuali
· La donna Vergine a letto tratta l’uomo, più di ogni altra, come suo signore e padrone. In cambio, però, pretende da lui una prestazione da stallone di primo ordine.
Bilancia:
· L’uomo Bilancia è attratto da donne indipendenti, con le quali può vivere in armonia, a patto che le loro sfere d’interesse restino ben distinte. E’ particolarmente predisposto a rapporti omosessuali
· La donna Bilancia si diverte a indossare mise femminil-venusiane e sotto le lenzuola evita i ruoli predefiniti. E’ la donna gay dello zodiaco, visto che la sua mente ultra-maschile non le consente di considerare il sesso come un’esperienza che prevede coinvolgimento emotivo. Sostanzialmente di animo semplice, non è interessata a perversioni o comportamenti sessuali particolari.
Scorpione:
· L’uomo Scorpione ha una libido notevolmente sviluppata. Con la donna che ama si lascia andare completamente godendo di ogni centimetro del suo corpo, ansioso di esplorare tutte le dimensioni del piacere
· Di tutte le donne dello zodiaco, la donna Scorpione è la più disponibile al sesso anale.
Sagittario:
· L’uomo Sagittario è il più perverso dello zodiaco. Adora esplorare le fantasie altrui e sarà incline a svelare i segreti che possono nascondersi nei recessi della mente della sua partner
· La donna Sagittario è la tipica brava ragazza il cui massimo della stravaganza è masturbarsi davanti al proprio compagno (pratica per altro amata).
Capricorno:
· L’uomo Capricorno si eccita di fronte alla degradazione femminile. Spesso è bisessuale
· La donna Capricorno ha una sfrenata fantasia e non trova sconveniente fare esercizi sessuali fuori dalla coppia, continuando a consacrare interamente la sua parte emozionale a una relazione più importante.
Acquario:
· L’uomo Acquario è uno dei più deviati a livello sessuale. Le chat erotiche sono nate per lui. Ha difficoltà a stabilire la sua identità sessuale
· La donna Acquario subisce il fascino degli uomini megalomani. Tra le sue fantasie più frequenti c’è quella di essere “presa” da un uomo senza cerimonie. E’ attratta dalla brutalità.
Pesci:
· L’uomo Pesci è, di tutto lo zodiaco, il meno motivato al sesso.
· La donna Pesci ama l’erotismo ma non è un tipo passionale

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