Bocciolo di rosa

dicembre 3, 2008 § 6 commenti

E sento il desidero di scappare, andare via. fuggire nel bosco, raccogliere fragole, incontrare lupi affamati, sentirmi l’edera che mi attorciglia le gambe. Il corpo appeso in giù, la testa ha una visione del mondo distorta. Colgo i particolari, innaffio i neuroni come fossero boccioli di rosa. Proteggo l’ambiente, raccolgo immondizia vicino agli alberi di ginepro. Prendo la mano di una bambina. La guardo e gli dico che è bella da morire. Due occhi azzurri, come il cielo. Due braccia come rami di albero. Ricoperte di foglie le sue voglie.

L’inverno sopraggiunge e incendia l’erba, la secchisce rendendola invisibile. Le mie narice non pizzicano più. Le gote rosse, le ciglia truccate dalla brina. Sbattiti di occhi, lucciole polverizzate e nella polvere emanano di nuovo luce. Foglie d’arancio che profumano il vento putrefatto dalle industrie della città.

Voglio essere albero e diventando albero morirò.

La mia bocca come un bocciolo di rosa si aprirà. Inghiottirà l’universo e lo purificherà. Inghiottendolo inghiottirò me stesso e mi purificherò a mia volta, come acqua santa, come crocifisso che padroneggia l’altare consacrato e fragrante d’incenso e d’ossigeno.

earthache

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