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novembre 30, 2008 § 10 commenti

Un oggetto liquido. Il mio corpo.

Questa è la mia acqua, questa la tua sete.

Ripensai all’estate.

Al sudore del sole.

Ad un letto bagnato, poi asciugato dalle falene notturne.

Ripensai all’estate, alla tua dipartita.

All’arrivo in un paese silenzioso.

Lui, lì.

Ancora acqua. Acqua chimica.

Cloro e alcool.

Il mio corpo liquido-chimico.

Mi adattai alla contaminazione.

Mi adattai alla tua dipartita.

Mi adattai alla sua nuova pelle.

Tu, arido.

Lui, nuovo.

Nuova sete, nuova acqua da cui bere.

E’ finita la bottiglia.

Rotta contro un cassonetto.

Api

novembre 25, 2008 § 6 commenti

Sulla mia pelle ho ancora il piacevole livido di ieri sera.

Abbiamo fatto l’amore.

Hai cosparso il tuo nettare sul mio corpo.

Un unguento acido, ma pieno di vita.

Prendo.

Mi agganci.

Ti contesto.

Mi tappi la bocca.

Respiro solo da una narice.

Ma presto gli occhi si abbandonano.

E nelle mie vene non percorre più ossigeno ma miele .

#1’s gay

novembre 22, 2008 § 14 commenti

riseandfall

Out Mag è un gay magazine patinato americano dedicato a moda, cultura e lifestyle. i redattori della rivista si sono presi la briga di intervistare una serie di icone della cultura gay come Boy George, Rufus Wainwright, Cyndi Lauper e Darren Hayes alla ricerca dei migliori 100 album gay.

To create our list of the 100 Greatest, Gayest Albums of All Time, we polled more than 100 actors, comedians, musicians, writers, critics, performance artists, label reps, and DJs, asking each to list the 10 albums that left the most indelible impressions on their lives

Non tutti i dischi sono di artisti omosessuali e non tutti hanno tematiche queer ma sono di una qualche rilevanza per i 100 personaggi intervistati.

Come potrete capire dall’immagine in testa al post in prima posizione c’è The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders From Mars di David Bowie del 1972 seguito sul podio dal primo omonimo album dei The Smiths di Morrissey e Johnny Marr e dal primo lavoro di Tracy Chapman. La lista completa la trovate su out.com

Do, does

novembre 21, 2008 § 6 commenti

Se è quello che vuoi prendilo. E’ tuo. Non lacrimare, prendilo e basta. Senza esitare, senza fiatare. Ridi se ti va di ridere, prendilo in bocca se è quello che vuoi. Mangia, bevi, procrea, spargi omertà, gustati l’onnipotenza. Ingannati con i tuoi stessi inganni e crea montagne di neve dove nemmeno i più alti nevai possiedono cime bianche come la mia pelle. Ama se ti ami. Vivi solo se vuoi farlo, spezza le catene senza rimanere più senza i segni delle pene. Iluminati d’immenso se trovi la luce. Rimboccati le coperte perchè nessuno te le rimboccherà più. Bevi se sei assettato e stringiti se desideri un po’ di bene. Cresci se ti ami. Usati se ti senti di farlo. Piangi e singhiozza mille volte ancora fino a stare male. Capirai, inventerai, t’amerai, riderai, sentiari, invecchierai, insisterai contro di te, contro una porta che non si apre, contro chi come te chiede un pezzo di pane e gliene viene negato, stringi la corda più forte che puoi, stendila e buttati nel vuoto, muori.

Perchè la paura non esiste. Perchè devo capire se anche io mi so perdonare. Se l’inferno non esiste e se Dio mai esisterà. Voglio capire, imparare, apprendere, mangiare frutti sconosicuti. Consacrare ogni gesto e ogni parola detta, ogni minuto scalfito della lancetta, ogni battito di cuore immortalato nel tempo. Delirio, immortalità, saggezza. Fango, neve e polvere. La Dea della bontà è vicino e ti protegge da chi come te è una fabbrica di male. Gestisci la rabbia, il dolore inibito e risentito. Catturati e intrappolati nella gabbia della tua stessa testa, chiudi e  getta la chiave in un pozzo. Arrivederci, addio.

Vita spericolata raccontata da un debole di cuore

novembre 20, 2008 § 5 commenti

Stare con mio zio mi ha distrutto cerebralmente i neuroni del cranio. Ho mal di testa, nausea e mi sento accaldato.

Ho guidato una macchina di cilindrata grossa, parcheggiato in seconda fila, parlato al telefono mentre guidavo, fatto il dito medio a un camionista strafottente.

Mi merito un po’ di riposo no?

Crollo.

Me ne rendo conto, è più lungo il titolo che il resto. Oggi va così.

Mai dire no

novembre 19, 2008 § 4 commenti

A. ama la gente. F. odia la gente.

A. ama parlare, F. preferisce stare in silenzio.

A. scherza, ride, si diverte in compagnie composte da sole conoscenze, F. s’annoia, e sbuffa.

A. non va d’accordo con le persone nate sotto il segno zodiacale del capricorno, F. idem. Aspetti caratteriale differenti e temperamento opposto.

F. ama molto fare sesso, A. molto di più. F. corregge A. e dice che amano fare l’amore non sesso.

A. dice che F. è troppo impulsivo, F. dice che A. è troppo permissivo e concede agli altri tanto, più di quello che realmente si meritano. F. pensa sia un difettaccio.

A. pensa che F. abbia un bel fondoschiena, F. dice di lui che ha degli occhi che incantano, blu intenso. A. lo corregge con la sua “z” “zeppola” e dice che sono azzurri. Ad F. paiono blu e non azzurri. F. pensa che siano solo dettagli, sono belli e basta.

 A. trova F. sensuale, F. invece dice che A. è affascinante ed enigmatico.

A. e F. ora si dirigono a braccetto, come una vecchia coppia a casa di un amico a festeggiare il suo ventottesimo compleanno.

A. e F. stasera canteranno la cancionzina di Buon Compleanno.

A. e F. vissero felici e contenti non cornuti e nemmeno mazziati.

A. e F. saranno l’unica coppia omosessuale a durare fino a che morte non li separi senza alcun tipo di tradimento.

Scomettiamo?

On estime

novembre 18, 2008 § 13 commenti

Francesco ha molta paura degli uomini che gli dicono “ti stimo”. Ciò significa che entra troppo in contatto con le altrui sensibilità, mentre le altrui sensibilità entrano poco in contatto con la sua. Significa che lui è capace e pronta a comprendere gli altrui disastri, mentre questi disastrano la sua vita, aggiungendo macerie su macerie.

“Ti stimo” significa che mentre Francesco mette da parte le sue volontà per far spazio alle altrui volontà, le volontà altrui vanno da qualche altra parte, in altri luoghi, dove esistono uomini a cui non viene detto “ti stimo”, semplicemente perchè la condivisione non è richiesta e non ricercata, mentre Francesco si terrebbe un po’ di roba per sè e invece verità e intimità sono sempre reclamate e lui le concede. E mentre si allontanano riescono solo a dire “ti stimo” e Francesco, almeno di questo, è un po’ grato. Pensa che sia già qualcosa.

Dove sono?

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