Qualche cosa

ottobre 28, 2008 § 8 commenti

Scrivi. Lascia che qualcosa in te si muova. Lascia una traccia. Scopriti anche se fuori fa freddo. C’è neve,ma c’è anche il sole. Parole  che dico al momento sbagliato, non sono una persona che si fa amare così di colpo, non lascio spesso un canale che possa mettermi in comunicazione e in contatto con gli altri,con la gente, con le persone che mi stanno attorno. Volere di più da se stessi  è uno sforzo, a volte è una ragione di vita.

Il 2007 mi ha portato via una persona in più da amare. Ne ho ritrovata un’altra,ma mi manchi.

Non dico mai la cosa giusta, non faccio mai la cosa esatta perchè ho paura di sbagliare, di ferire. Non credo di essere al sicuro. Quanta gente, ed io a disagio che mi chiedo che cos’ho che non va? Vedo che ti avvicini,cosa cerchi da me? Sesso? Amore? Perdono? Vuoi che ti spiega come sono fatto? Vuoi che ti spiega come è fatto il mondo? Ora basta avere, è meglio dare, sentirsi migliori in un mondo che appartiene solo ai peggiori. Nessuna parola può giustificare il male che mi fai,vorrei colmare le distanze come i miracoli e trovarti più vicino a me e ricominciare e lasciare andare cio che sento. Sono al limite, a me importa che ti chiedi cosa senti dentro te. Una parola può tradire l’emozione che hai. Fammi vedere la scintilla nei tuoi occhi lucidi,come quest’estate, so solo che come me non saprebbe amarti nessuno mai! Ora basta. C’è qualcosa che inclina i rapporti,deve essere nell’aria,una sostanza che ti da speranza e poi ti colpisce in faccia. Capire. Ascoltare. Amare. Soffrire. Perdonare. Emanare suoni,che abbiano il senso di essere ascoltati,di essere considerati e introdotti dentro te.

Parole che vanno ricordate,parole che cambiano.

Il silenzio è l’unico modo per non far tacere l’ignoranza, è l’unico modo per arrivare al capolinea. Sentirsi morire perchè non c’è speranza.Voglio luce chiara che mi porti da qualche parte, chiudere gli occhi e vedere con le sensazioni che ho e abbiamo. Sembra la guerra, anche dove non cadono razzi, è come una guerra. Una guerra che conduciamo contro noi stessi con ogni piccolo gesto quotidiano in cui dimentichiamo chi siamo e dove siamo, tutti. Cerchiamo il coraggio e la volontà, e guardiamo il cielo che è ancora visibile nella nostra aria sporca, lì c’è già spiegato tutto, basta concedersi di seguirsi e non lasciare più che ci prendano in giro, perché le cose così proprio non vanno. Che tenerezza la colpa di essere liberi.

Three

ottobre 27, 2008 § 5 commenti

Le tre cose, al di fuori di A. e mia madre che amo di più in questo lungo, intenso, immemorabile periodo:

1. Gli animali nel senso più generico mentre in senso più specifico i gatti. Il cane è come un figlio, per i gatti siamo noi i loro figli. Questa passione felina credo che non verrà mai consacrata in quanto colui che alla mano destra porta il mio stesso anello è allergico al pelo dei gatti.

2. Certi spot bisognerebbe candidarli all’oscar come miglior film, che è vero che durano al massimo due minuti ma riescono a comunicare molto più di quanto non faccia un fumettone di due ore e mezza. Credo che il messaggio sia chiaro.

 3. Andrò a letto con Fabio Volo e poi vi dirò. Il mio uomo non è geloso. Non rompetemi i coglioni.

ps Il tono in cui ho scritto il punto tre è chiaramente ironico, giusto perchè certa gente ha bisogno di essere imboccata. (esclusa la mia assidua lettrice)

Palahniuk Chuck – Gang bang

ottobre 24, 2008 § 7 commenti

Cassie Wright, regina leggendaria del porno, decide di chiudere in ‘bellezza’ la sua carriera battendo il record mondiale di Gang Bang (quella particolare performance porno nella quale una gentile signora fa sesso con un numero spropositato di gentili signori) e di farne un film. Il suo obiettivo è quanto mai ambizioso: 600 uomini. Il libro si basa su quanto dicono, pensano e fanno Mr. 72, Mr. 137, e Mr. 600 che attendono il loro turno in una stanza assai affollata e rumorosa. Ma non vanno dimenticati alcuni elementi che rendono la storia ancora più forte. La pornoattrice ha in mente di morire durante le riprese del suo tentativo di record mondiale di modo che le successive polemiche portino a proibire ulteriori futuri tentativi di record, cosa che le garantirebbe di essere in eterno la detentrice del primato. L’immortalità è a portata di mano insomma. Inoltre la pornoattrice intende devolvere i proventi del film al figlio che aveva concepito sul set del suo primo film porno e che poi aveva abbandonato perché venisse adottato. E in effetti uno dei tre uomini su cui si basa la storia dice di essere il figlio di Cassie che cerca disperatamente di mettersi in contatto con la madre dopo che lei lo ha abbandonato da piccolo. Ma le cose stanno davvero così?

Incipit

ottobre 20, 2008 § 9 commenti

Questo è l’incipit del mio manoscritto. Il romanzo che sto scrivendo non so che fine farà. So solo che sono parecchio indietro, ma la cosa più divertente è che non me ne importa. Odio chi mi mette fretta. Ho bisogno di calma e di crogiolarmi nei miei pensieri e nella mia fantasia per far si che il lavoro finito sia soddisfacente. Si, perchè quello che faccio lo svolgo semplicemente per far del bene a me stesso. Lo faccio per me e per nessun’altro. Sono un essere profondamente egoista e maldestro.

 

Avrei voluto inserirlo in un video, con in sottofondo la mia voce che lo legge, ma non ho avuto tempo e le mie scarse doti tecnologiche non mi hanno di certo aiutato nell’impresa.

L’uscita non è ancora prevista. La parola fine non è ancora stata scritta. Il lavoro è tanto, lungo e impegnativo. Un piccolo omaggio a coloro che volevano saperne di più.

 

Incipit:

 

Ho pianto diario. Ho soffocato le lacrime nel cuscino. Premevo la mia faccia contro per non guardarmi. A mala pena con la bocca riuscivo a introdurre un po’ d’ossigeno nel mio corpo esile e  fragile. Non m’importava se riuscivo a respirare, talmente immerso in quel liquido amniotico che neanche un pisello di dimensioni enormi mi avrebbe potuto distrarre.

 

Ho ripreso in mano la mia vita tre giorni dopo. Dovevo reagire. Farmi forza. Interagire con il mio dolore, parlarci, dirgli di andarsene a fare in culo e di  non tornare mai più. Cacciarlo. Minacciarlo. Stuprarlo.

 

Non ebbi tutto quel coraggio e tutta quella determinazione.

 

Progettai una vendetta contro chi mi avrebbe voluto e usato, usurpato da me. Volevo indignarmi. Farmi male per ricevere uno stralcio di bene.

La mia arma il mio culo. La mia voglia l’amore. Sentirmi desiderato pezzo per pezzo. Morso boccone per boccone. Come cannibali sul mio corpo a sprigionare energie e consensi, senza un briciolo di testa, senza uno stralcio di emozione. Solo, con addosso quel corpo carico di elettricità. Solo e con poca dignità.

Proposte decenti

ottobre 17, 2008 § 19 commenti

Ciao Francy!
Ti scrivo qui perchè poi non vorrei spammarti troppo le tue foto di commenti!
Vedo che ti piace molto la fotografia!
Certo,so benissimo che farsi foto da soli non è affatto semplice,anzi…e purtroppo non si hanno molte alternative in quanto ad angolatura,che risulta inevitabilmente simile in tutte le foto.
Tu poi sei molto fortunato dato che,da quanto vedo,sei molto fotogenico!
A proposito di fotografia,volevo proporti una collaborazione: ti piacerebbe farmi da modello?
Potremmo fare un set,possibilmente un pò studiato,di cui ovviamente possiamo stabilire i dettagli assieme!

Gaia

Lesson in sex/2

ottobre 15, 2008 § 10 commenti

Le lezioni di sesso vanno fatte in due. Un maestro e un allievo che si presta nell’eseguire il dovuto. Io in realtà non ho mai avuto fidanzati. Sono stato assieme a delle persone in un tempo a volte più lungo, a volte meno. A. non è mai stato il mio fidanzato, A. è stato prima un amico e poi,cioè ora, mio marito. La nostra relazione è improntata su un aspetto famigliare molto solido. Non transigiamo. Essere famiglia, nel senso meno ecclesiastico, significa per noi: monogamia, rigore, rispetto,fiducia.  Chiudo immediatamente questa lunga parentesi e riapro l’argomento per il quale mi sono messo seduto davanti al pc.

Con f. ero io il maestro. Con m. ero io il maestro. Con gli altri ero l’allievo. Colui che doveva imparare,colui che doveva svolgere. L’esecutore di piacere in sostanza. Non sempre riuscivo a far arrivare all’apice del piacere il maestro devoto, eppure percepivo che non mi dovevo preoccupare perchè a quella persona importava che fossi solo io a farglielo. Il maestro che cerca l’allievo non il contrario. Potevo anche scappare che mi avrebbe raggiunto in capo al mondo per leccaglielo come si deve. Mi sono prestato sempre facilmente a giochi di ruolo, sottomissione, bondage.

Il sesso è l’unica cosa che possono fare bene tutti. Non è facile certo, ma non ci voglio doti innate. S’impara attraverso l’esperienza e la facoltà di prendere in mano il gioco. Rinunciare alla volontà della società comune a rischio di essere deriso, considerato un poco di buono. Per ricevere piacere bisogna sapere rinunciare a delle cose per riceverne in cambio delle altre, un po’ come essere single. Il single ha libertà, non deve rendere conto a nessuno ma non ha nemmeno nessuno con cui fare l’amore ne tanto meno condividere il quotidiano. Mentre chi decide d’imbattersi in qualcosa come una storia seria, rinuncia alla libertà, al puro sesso,  ma trova beneficio in molto altro.

Il sesso è questo. Non ci sono puttane, non ci sono puttanieri. Esistono solo peccatori.

FAQ

ottobre 10, 2008 § 10 commenti

Ovvero le domande che ho ricevuto più di frequente dai 5 anni ad oggi.

“Sei un maschio o una femmina?”

Avevo circa sei anni quando mia madre decise di portarmi dal parrucchiere del paese, mi fece un caschetto davvero orrendo che accentuava imbarazzatamente i  lineamenti fini  del viso. Ogni volta quando uscivo di casa i complimenti delle signore di tarda età esclamavano: ” ma che bella bambina!”, oppure mi rivolgevano tale domanda “ma sei un bambino o una bambina?”, e la risposta era: sono un androgeno,  oppure non rispondevo e me ne stavo con il broncio. Mia madre un giorno mi disse di rispondere a chi mi avesse fatto di nuovo questa domanda se lo volevano vedere per capirne da vicino la mia sessualità.

“Hai da accendere?”

Mi ricordo ancora quando andavo a scuola ed io e Giula attraversavamo il retro della stazione dei pullman. Quasi ogni giorno c’era un tizzio diverso che mi chiedeva se avevo da accendere. Uno,un giorno, dopo avermelo chiesto mi disse: strano hai l’aria di uno che fuma. Ma da quando in qua dal viso di una persona si capisce se è un fumatore oppure no!?

“Facciamo sesso?”

Questa le mie orecchie la conoscono fin troppo bene. Domanda che mi veniva fatta tramite sms, piuttosto che in chat, raramente di persona. Perchè in genere l’uomo in quei casi è privo di sperma e si deve nascondere dietro ad uno schermo per sentirsi uomo. La risposta era languida,come un lamento, il peso che provavo nel rispondere quel “SI” era affaticante. Mi stavo facendo male e la cosa più terribile è che lo sapevo, ne ero conscio. Ero vulnerabile.

“Cosa farai da grande?”

Risposta: poi si vedrà!

“Quanti anni hai? ”

Tu quanti me ne dai? “23, 25”. Io: “Fanculo,ne ho 20.” Non so perchè ma in questo ultimo periodo mi danno più dell’età che ho.” Capitò che un cliente di A. mi diede persino 30 anni, lo guardai bene diritto negli occhi e subito capii che non ci vedeva bene, allora frenai la rispota che sarebbe stata peggio di un solito “vai a fare in culo”. Sorrisi e gli risposi sempre con il sorriso fra le labbra la mia vera età.

“Ti piaci? Sai sei un bel ragazzo, come fai a non piacerti?”

La maggior parte delle volte non mi piaccio, trovo i miei lineamenti noiosi, il mio corpo disarmonico, ho un occhio un po’ più piccolo e l’altro un po’ più grande, la radice di un dente incastonata tra due denti, per fortuna quando parlo o rido non si vede.

“C’è la gente che ti guarda lo sai?”

Si lo so, lo vedo. O capiscono che sono frocio, e il che non mi dispiace,o che tutti gli uomini sono bisessuali o maledettamente incerti e quindi vogliono sperimentare la loro sessualità con me e su di me, cosa che mi è già capitato circa una quindicina di volte.

” Sei omosessuale?”

Si. L’altra persona non parla,ma mi fissa con lo sguardo sbigottito. Tace. E’ impietrita. Imbarazzata.

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per ottobre, 2008 su Franci Z..