Lesson in sex/1

settembre 27, 2008 § 23 commenti

Se il sesso fosse solo fatto di posizioni scomode, se fosse fatto solo di 69 o di “posizione alla pecorina” credo che mi annoierei parecchio.

Il sesso deve essere come un gioco. Ridere, scherzare, sentirsi goffi. Provare piacere, non solo dolore. Stimolarlo con dei giochi come questo:

oppure queste:

Penso sia fondamentale in un rapporto di coppia tutto ciò. Sapersi inventare ogni volta con qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo autentico.

La lettura del kamasutra di questa estate mi ha aiutato a vedere la prospettiva sessuale in diverse sfaccettature, e pensare che credevo di aver già provato tutto. Illuso.

Non si smette mai d’imparare.

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Nei

settembre 22, 2008 § 6 commenti

Neo.

Neo simbolo di nobiltà.  Il neo ci nobilita.

Nei, crateri sulla mia pelle bianca.

Nei, esplosione di sensualità.

I nei sono tossici. Come funghi fluorescenti. I nei sono sbavature sul corpo.

Sono moscerini spiaccicati sulla pelle chiara.

Ho sempre avuto un rapporto strano con questi cerchi  sul corpo.

Ne ho tre sul braccio che formano un triangolo isoscele.

I nei sono satelliti che orbitano intorno a noi.

Sono luci troppo scure per non capirne il senso ne la diversità.

Sono lacrime nere, blu, marroni, grigie.

Il nostro involucro piange, ci chiede perdono per averci tradito.

I nei sono crateri.

I nei, come tumori.

Neo.

I’m not dead

settembre 20, 2008 § 6 commenti

Ho preso la macchina, l’ho raggiunto. Avevo con me un coltello da cucina, dal manico nero. Affilato come la mia lingua, penetrante come il mio pisello.

Occhi negli occhi, guardarsi dentro. Sfilare l’arma dalla custodia e combattere fino alla morte. Chi la dura la vince. Chi non muore è morto lo stesso, chi non muore morirà in prigione.

Lo presi per la gola, una ferita lungo il collo, da tagliare in due estremità il capo. Un taglio netto come un diamante spezzato. Fitto. Distruttibile anche quello. Non c’è niente che non si possa fare, non c’è nulla che non si può dire. Tutto è possibile basta sprigionare se stessi, farci fuoriuscire.

Io non sono morto. Ma rinasco ogni volta che mi uccido. Sono vivo più di prima. Più fresco di un bocciolo di rosa, più sorprendente di un dono e me ne infischio di chi mi odia, di chi mi vuol vedere cadere, di chi mi augura il male, di chi mi rinnega. 

Sono sentenzioso e secco come l’unica arma di difesa che possiedo a disposizione: la mia scrittura.

Il figlio della casa di chi nessuno sa

settembre 20, 2008 § 8 commenti

Sento un freddo giù, in fondo all’anima. Una macchia indelebile che non se ne andrà via. Aspetto di nuovo la mia rinascita. E chiedo di nuovo a Dio se servirà.

E vorrei domandarti se sai come ci si sente ad essere cacciati fuori come se tu fossi un figlio di nessuno. Senza più radici, senza più origini.

Resto qui, immobile senza una ragione ne un perchè. Il tempo cura le ferite, ma non le rimargina. Una serie di cicatrici sparse per il corpo. Una al cuore, nemmeno più un battito. Due agli occhi, non vedo più niente. Una alla testa, i ricordi emergono come polvere. Una intorno alla gola, non ho più voce, non ho parole con me.

Non so se sai come ci si sente a stare fuori. Ad essere lasciati soli. Dimenticati da voi che un giorno d’aprile mi avete dato luce, speranza.

Credevo mi portassi una favola e invece tutto quello che mi ritrovo è una porta chiusa, ho la chiave ma è la chiave sbagliata quella che posseggo. Una chiave che non ha serratura, una porta che si apre in una gabbia di leoni affamati pronti a sbranarmi.

Ma non volete insultarmi. Volete solo che io non esista. Sono quattro lunghi giorni che non sento la tua voce mamma, sono quattro lunghi giorni che non abito più là, nella casa di chi nessuno sa.

Ora sono il figlio di nessuno. Una persona che se ne sta in silenzio solo a pensare il perchè di tale ragione.

Ora sono dimenticato.

Ora sono l’abbandono.

Ora sono il figlio della casa di chi nessuno sa.

“Aria leggera di primavera che mi fa scordare ogni attimo buio che mi fa paura, urli e pianti di mia madre che mi scuotono il cuore, mentre il suo trucco è indefinito e sparso per il suo viso…            

 Mio padre è il lupo nero che si racconta ad ogni bambino per spaventarlo e tenerlo ‘’buono’’, è il sorriso falso di chi ti vuole vedere sprofondare, è  un occhio che ti spia  per capire le tue fragilità e per poi colpirti alle spalle, è un pianto  teatrale a un amore di plastica…E’ una marionetta napoletana che si fa guidare da registi in cerca di successo.

Il sole è lei, con luci d’argento e oro che fanno brillare ogni giorno anche quando fuori tempesta, è la regina delle api, è l’ossigeno e il sangue che scorre in me.”

Vita da omo

settembre 19, 2008 § 10 commenti

La la la…

settembre 15, 2008 § 8 commenti

In questi giorni non so davvero che dire. Mi devo ricaricare, fare scorta di “cose da dire”. Sono in una fase di stand bye ma questa volta non ne sono preoccupato. Ho scritto tanto nei mesi scorsi e la mia mente ha bisogno di vacanze. Ho scritto delle cose ma sono custodite perchè forse poco consone a questo luogo. Ma si vedrà. E quando dico “ma si vedrà” parlo quasi direttamente ed esclusivamente alla mia commentatrice più assidua ovvero bluenauta che mantiene vivo con me questo spazio isolato. Sabato mi aspetta il matrimonio di Eleonora e non ho voglia di condividere con lei il giorno in cui l’amore verrà sigillato, ma credo che farò questo immenso sforzo, per poi non parlare del matrimonio di mio zio datato per l’undici ottobre, in quel caso lo sforzo sarà moltiplicato per tre volte. Un anno per lo più fermo, avvenimenti che non mi hanno toccato in prima persona eppure sento che mi sto muovendo lo stesso anche io con loro. Un’annata strana, di passaggio. Non so più che dire, semmai prendo un po’ di settimane libere per riciclare cose che sicuramente avranno detto già altri prima di me  e che dirò a mia volta anche io. E ora vi lascio un semplice, sonoro ma più sentito che mai: La la la… (Sono le ultime tre parole quelle che contano di questo post!)

f. è stanco e sta scrivendo cazzate. domani non rileggerà questo post o forse lo cancellerà.

Saluti cremonesi.

Medusa fra meduse

settembre 15, 2008 § Lascia un commento

Fiuto.

Annuso e poi rifiuto il consenso.

Assaporo, infilo la lingua è gradita.

Germoglia come una rosa in tutta la bocca, sfiora i denti, unge le labbra, soffoca la gola, restringe il respiro.

Prende aria la bocca.

Ossigeno per sentirsi vivi.  

Fumo per rigenerarsi. Ricominciare una,due, tre volte.

Come una medusa galleggerò per te.

Fluttuerò nell’aria aggrappato al tuo membro feroce, sereno, nero.

E cambierò la strada per te.

Invertirò la disposizione del vento per te, solo per te e per nessun’altro mai.

Rimanevano in silenzio e in silenzio mormoravano la loro presenza.

Come un inganno, una cosa persa.

Come delle dita che si sfiorano e si avvicinano alle labbra ammutolendola.

Sono senza traccia.

Senza difese.

E rimango qui senza niente.

Senza nessuno.

Di fronte a me solo il vuoto e un briciolo di speranza giace sul fulcro.

Dove sono?

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