Privatizzare

agosto 14, 2008 § 8 commenti

Non mi sono mai tagliato a fette.

O tutto o niente.

Ho spesso scelto il niente, né per paura né per egoismo. Solo per noia.

Quando ho scelto il tutto è stato bello, ed invincibile.

Non privatizzo. Non vive in me l’idea del privato.

E’ privata la mia cacca.

Sono private certe maschere all’argilla facciali verdi come il demonio.

E’ privato il mio numero di casa.

Ha bisogno di essere privato, ogni tanto, il mio dolore.

E’ privata, a volte, la gioia.

Non privo di me.

Io sono totale e affaccendato. Le mie faccende non sono private.

Il mio privato è un privato che ha bisogno di condividere un altro privato, che il mio privato da solo si priva della gioia d’esistere e allora non è più privato, ma semplice clausura.

La clausura usura chi non ce l’ha.

Io mi usuro nella clausura e scelgo di essere e di stare.

Remo contro le onde, vado a riva e vado a largo.

La mia barca, è lei il mio porto sicuro.

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