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agosto 25, 2008 § 2 commenti

Ma mi dici che c’è da ridere! Il mio vestito? Il mio corpo accessoriato? La mia voce roca? Le scarpe nere e viola?

No nulla. Non stavo ridendo.

E invece si. Ti ho visto! Stavi sogghignando alle mie spalle con aria compiaciuta e da stronza!

Ah si? Sarei una stronza quindi?

Si in alcuni casi si e anche parecchio stronza!

Grazie.

Prego.

Non c’è di che.

Nemmeno per me.

Non trovi che ci stiamo comportando come fossimo due bambini?

Si, o per lo meno tu.

Fanculo.

Vacci tu che ce l’hai più duro.

Stronza.

Troia.

Troie siamo entrambi. Ricordatelo stronza.

Si lo so benissimo. Ricordo.

Ti ricordi quando facemmo sesso con quel bisessuale senza capelli?

Si sembravamo due cagnette affamate a cui avevano sottratto l’osso.

Eppure io sentivo più te che lui.

Sentivo il tuo corpo eccitato. Ermo estatico.

Compulsivi.

Vibrazioni.

Segmentazioni.

Aveva un pisello davvero brutto. Lungo ma storto.

Ma io l’ho preso in bocca tutto. Boccone per boccone. Tu invece no stronzetta.

Ho la bocca piccola. Non ha capienza.

Tutte scuse è che sei abituata a piselli piccoli e la bocca non è allenata.

Fanculo.

Grazie.

Prego.

Non c’è di che.

Neanche per me stronzetta.

Man is born and dies hog hog

agosto 24, 2008 § 14 commenti

Lunedì partenza per Torino. E’ la terza volta che visito questa città, l’ultima fu per puro caso durante le olimpiadi invernali.

Durante il viaggio ci siamo fermati solo una volta per fare benzina. Vicino all’autogrill due macchinette mangia soldi, con una potevi vincere dei talismani o delle pietre  porta fortuna legate al tuo segno zodiacale, nell’altra perizoma. E’ la prima volta in tutta la mia vita che vedo una macchinetta vinci tanga. E’ la palese conferma che l’inventiva dell’uomo non ha confini. L’uomo è nato porco e morirà porco, donne comprese, non c’è nulla da fare.

Perizoma floreali, tinte unite, animali(panda, porci, zebre, vacche).

 Stavo mangiando delle patatine in un sacchetto quando vidi quella macchina infernale sputa biancheria. Insomma chi è che ha il coraggio di infilare la monetina di un euro e aprire la palla con dentro l’inchiapettatore o filo interdentale fra le chiappe che dirsi voglia?

Io.

Lo conserverò come souvenir torinese, meglio che la mole Antonelliana formato mini. I souvenir sono così classici e monotoni che a furia di vederli mi passa la voglia di comprarli.

Se andate in viaggio e volete portare alla vostra dolce metà un piccolo pensiero, non siate banali e scontati. Stupite voi stessi quanto vorreste stupire chi vi attende a casa, bramoso di originalità.

Peccato che non avevo con me la macchina fotografica altrimenti l’avrei fotografata.

 

Denti

agosto 22, 2008 § 4 commenti

La vagina dentata ci mancava.

Deve essere straziante,povera. Non poter far sesso per colpa del tuo organo sessuale deve essere terribile, degradante, umiliante. Un senso d’impotenza. 

Aspettiamo il prossimo anno il pene che spara proiettili. Attore protagonista il mio cazzo.                

L’uomo dei sogni

agosto 21, 2008 § 2 commenti

If you want a lover,
I’ll do anything you ask me to
And if you want another kind of love,
I’ll wear a mask for you
If you want a partner, take my hand
Or if you want to strike me down in anger,
Here I stand
I’m your man

If you want a boxer,
I will step into the ring for you
And if you want a doctor,
I’ll examine every inch of you
If you want a driver, climb inside
Or if you want to take me for a ride,
You know you can
I’m your man

Ah, the moon’s too bright
The chain’s too tight
The beast won’t go to sleep
I’ve been running through these promises to you
That I made and I could not keep
But a man never got a woman back,
Not by begging on his knees
Or I’d crawl to you baby
And I’d fall at your feet
And I’d howl at your beauty
Like a dog in heat
And I’d claw at your heart
And I’d tear at your sheet
I’d say please, please
I’m your man

And if you’ve got to sleep
A moment on the road,
I will steer for you
And if you want to work the street alone,
I’ll disappear for you
If you want a father for your child,
Or only want to walk with me a while
Across the sand
I’m your man

(If you want a lover…)

I’M YOUR MAN, LEONARD COHEN

Ospiti a cena

agosto 19, 2008 § 7 commenti

Stasera,ovvero poche ore fa è stato a cena da me mio cugino. Ci siamo detti solo un semplice e imbarazzante “ciao”.

Quando eravamo piccoli, molto piccoli, si parla di quando io avevo 6 anni e lui tre più di me, andavamo d’accordo. Ci segavamo assieme, facevamo giochi di ruolo. Inventavamo delle stupide scenette di quotidianità dove si finiva sempre per scopare,insomma non poi così tanto fuori dalla realtà.

Nel susseguirsi delle nostre vite ci sono state incomprensioni, diversità caratteriale, credo fosse. Il rapporto si è snellito. Un semplice rapporto di cordialità. Stasera oltre al misero saluto,mi chiese di passargli il chinotto, e così feci. Poi più nulla, mi diede persino le spalle perchè attento a guardare la televisione.

Stefano,così il nome, non è mai stato gentile ne con me ne con nessun’altra persona. Gli manca l’educazione, e si vede.

Da allora faccio i cazzi miei, so quando compie gli anni ma non gli faccio gli auguri. So che ha una fidanzata londinese ma non mi informo se lei sta bene.

Ho visto la foto.

Troppo inglese per i miei gusti.

So che gioca a calcio ma non sono mai andato a vedere una sua partita, primo perchè non mi piace il calcio e secondo perchè ho di meglio da fare che guardare maschi che sputano in faccia la loro virilità.

Sapete, non mi è mai piaciuto lo sperma in faccia.

Accumulazione

agosto 17, 2008 § 4 commenti

E si accumulano:

  • Stupore
  • Impegni
  • Vestiti da lavare
  • Piatti da lavare
  • Libri
  • Tazze sopra la scrivania
  • Sigarette dentro il portacenere
  • Rabbia
  • Sorrisi
  • Vanità
  • Moscerini morti
  • Silenzi
  • Scarpe
  • Cattiverie gratuite
  • Sex toys
  • Peli sulle gambe
  • Email a cui rispondere
  • SMS a cui rispondere
  • Stupore
  • Stupore
  • Stupore
  • Stupratori

Privatizzare

agosto 14, 2008 § 8 commenti

Non mi sono mai tagliato a fette.

O tutto o niente.

Ho spesso scelto il niente, né per paura né per egoismo. Solo per noia.

Quando ho scelto il tutto è stato bello, ed invincibile.

Non privatizzo. Non vive in me l’idea del privato.

E’ privata la mia cacca.

Sono private certe maschere all’argilla facciali verdi come il demonio.

E’ privato il mio numero di casa.

Ha bisogno di essere privato, ogni tanto, il mio dolore.

E’ privata, a volte, la gioia.

Non privo di me.

Io sono totale e affaccendato. Le mie faccende non sono private.

Il mio privato è un privato che ha bisogno di condividere un altro privato, che il mio privato da solo si priva della gioia d’esistere e allora non è più privato, ma semplice clausura.

La clausura usura chi non ce l’ha.

Io mi usuro nella clausura e scelgo di essere e di stare.

Remo contro le onde, vado a riva e vado a largo.

La mia barca, è lei il mio porto sicuro.

Dove sono?

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