fame

aprile 30, 2008 § 4 commenti

il mio culo ha mangiato un pene di 22cm come se fosse una pianta carnivora.

factory girl

aprile 26, 2008 § 2 commenti

Andy invita Edie ad entrare nel mondo della leggendaria Factory, ex fabbrica di cappelli della città, diventato un paradiso bohemien di creatività e la trasforma nella sua musa.Edie ben presto diventa la stella dei film di Warhol, oltre che l’idolo della Factory e la beniamina dei media. Diventa l’icona di una generazione, la donna di cui si diceva che tutti gli uomini desiderassero e che tutte le donne aspiravano a diventare. La sua immagine divenne il simbolo della donna americana moderna per eccellenza: energica, ribelle e tuttavia profondamente vulnerabile. Vogue Magazine coniò addirittura un termine per la rivoluzione che rappresentò, la soprannominò infatti “Youthquaker.”

Top Five / i migliori cinque momenti di un’ intera settimana

aprile 24, 2008 § 2 commenti

 

  1. quando alla radio passano una programmazione decente e me ne sto sul divano a leggere.
  2. quando riesco a scrivere  qualcosa di buono.
  3. quando io e a. non litighiamo per delle minchiate.perchè di minchiate trattasi.
  4. quando faccio sesso.
  5. quando io e a. andiamo al k2 e a. bisticcia con eufelia.

sfoghi di un’amara gioventù

aprile 23, 2008 § 2 commenti

 

gli occhi sono fatti per guardare come la bocca per mangiare. il mio culo per assorbire mostri   sconosciuti.

c’era tutto. la luna,l’atmosfera,lui bello come l’universo, io un po’ meno, ero giù e sentivo la necessità di un complimento,lui me ne fece più di uno. mi tirò su di morale. c’erano le stelle che brillavano e un profumo d’erba che pizzicava le narici.

 

sto pensando alla mia vita come non mai nella mia vita. la mia giovinezza buttata per aria e mai ripresa,anzi spiaccicata al suolo freddo. sto morendo perché (forse) è quello che non  voglio,o meglio lo voglio e non lo voglio allo stesso tempo. vorrei…

 

non appartengo,ma mi vesto di nero e stasera faccio come mi pare, voglio dire cose sconce e comportarmi come un puttanello del sabato sera,esaltare il mio ego. prendere e incassare qualsiasi complimento dal più carino al più sciatto e volgare. non m’importa,voglio piacere e bagnarmi lubrificandomi del tuo nettare, bere,deglutire e godere di nuovo, per ore ed ore.

 

non voglio che qualcuno si dispiaccia per me. non c’è bisogno. sto bene e mi sento in grado di risolvere il tutto da solo.

 

leccare le ferite in solitudine,non in compagnia.

be vegetarian #4

aprile 22, 2008 § 4 commenti

Pubblicità danese che dovrebbe invogliare i consumatori a mangiare più verdure.

orazio

aprile 20, 2008 § 3 commenti

Un gatto italiano di nome Orazio spopola oggi sui giornali londinesi perchè è grande e grosso come un bambino di due anni e il suo peso (16 chili abbondanti) ne fa uno dei felini più obesi dell’intero pianeta.

Fulvo, molto somigliante al celebre Garfield dei fumetti, Orazio vive a Eupillo in provincia di Como e campeggia sui più disparati quotidiani della capitale britannica – dal ’Telegraph’ al ’Mail’ passando per il ’Mirror’ – grazie ad una eloquente fotografia dove è immortalato in braccio alla padrona, Laura Santarelli.

Pur dando spazio al «mostro» il ’Mail’ mette in risalto che Orazio non può ad ogni modo rivendicare alcun primato da Guinness: si sa infatti di un gatto di ben 18,5 chilogrammi che vive negli Stati Uniti, per la precisione in Minnesota.

Parlare di Guinness è ad ogni modo fuori luogo: da qualche anno il libro dei primati non fa più il monitoraggio degli animali domestici più grassi nel timore che padroni senza scrupoli a caccia di record alimentino a forza cani, gatti o canarini.

La foto del pasciutissimo Orazio viene usata dal ’Telegraph’ come spunto per ironizzare sulla dieta mediterranea «che dovrebbe mantenervi magri e in salute ma sembra avere l’effetto opposto» sull’enorme gatto comasco.

fonte: lazampa.it

poor baby!

aprile 17, 2008 § 11 commenti

Conosci la terra dove i limoni mettono il fiore,

le arance d’oro splendono tra le foglie scure,

dal cielo azzurro spira un mite vento,

quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso,

la conosci tu forse?

Laggiù, laggiù io

andare vorrei con te, o amato mio!

 

Conosci la dimora? Il tetto posa su colonne,

risplende la sala, la stanza è tutta un bagliore,

e statue marmoree mi volgono lo sguardo:

povera bambina, che cosa ti hanno fatto?

La conosci tu forse?

Laggiù, laggiù io

andare vorrei con te, o difensore mio!

 

Conosci il monte e il sentiero che tra le nubi si perde?

Il mulo cerca il suo cammino tra le nebbie,

l’antica stirpe dei draghi abita in spelonche,

precipita la rupe e, sopra, la massa di onde,

lo conosci tu forse?

Laggiù, laggiù è la via

che noi faremo: andiamo, o padre mio!

 

 

MIGNON – JOHANN WOLFGANG VON GOETHE

Dove sono?

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