è un bicchiere di vino con un panino

marzo 11, 2008 § 6 commenti

qui è dove ho consumato la mia tenera e venerenda età. qui ho passato l’infanzia a scrivere sui muri cercando la chiave della mia libera espressione. ho studiato il corpo umano,millimetro per millimetro tagliando pezzi di corpo. per chi mi faceva arrabbiare mozzavo il mebro e poi a quel punto non mi serviva più, per cui lo buttavo giù dalla finestra, dritto dritto sull’asfalto freddo della strada dove a tarda sera arrivavano  le puttane con le loro labbra rosse silliconate.  ho perso la verginità in questa scatola,sverginandomi e riverginandomi ogni volta che m’innamoravo e mi disinnamoravo. tagliavo la testa alle bambole di mia cugina,lei piangeva mentre io mi divertivo, m’innervosiva l’espressione di quelle stupide cianfrusalie di pezza e plastica. c’era chi mi spiava da quella stanza. sconosciuti che erano incuriositi dalla mia piccola vita. entravano ed usicvano quando gli pareva. a loro piacimento,senza chiedermi nemmeno il permesso,senza bussare alla mia porta.

una luce rossa sul soffito per rigenerarmi,è l’unico colore che mi fa stare bene, assorbe energia per poi scagliarmela di nuovo addosso. le pastiglie sono finite lì per caso. forse antidepressivi.forse viagra per gli over cinquanta. forse prozac.forse caramelle. quella stanza ormai appartiene a un essere diverso da quello che sono adesso. ognuno tiene e conserva il proprio passato per trarne beneficio. io lo esorcizzo attraverso la scrittura,la mia vera chiave di libera espressione.tutti dovremmo averne una con lucchetto. quello che sono e quello che sarò. qui è dove ho partorito il mio alterego,insanguinando le pareti d’esperienza. ho consumato la mia bocca,affogando capolavori che dipingevo attraverso la saliva. di notte ero geloso, era difficile addormentarsi là dentro,parlavo e l’eco delle  parole si faceva sempre più lontano.liberando il sorriso ho di nuovo dato alla luce il  vero essere. basta dolore.

la sofferenza ha decisamente stancato.i lati oscuri mi hanno stufato.ipezzi di carne marcia che vogliamo raccontare sono ridicoli.il buio mi ha sempre fatto paura e per questo ho voluto sempre raccontarlo.ma adesso che so dormire con la luce spenta posso fare a meno di tediarvi con racconti sul buio e sulla paura. la felicità non costa niente e l’infelicità costa invece tanto. i vestiti neri non vanno più di moda. il sangue,lo sperma,il muco,la merda, hanno completamente rotto.

io voglio raccontare la felicità, che spesso molti confondono con la gioia o la serenità. raccontare la felicità è molto difficile,perchè non esistono parole per raccontarla, a differenza dell’infelicità. 

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