lettera

marzo 6, 2008 § 2 commenti

“Ci sono cose che non si comprano. Ci sono desideri che vogliamo realizzare e altri che non sappiamo se è meglio che rimangano solo sogni o che divengano realtà. Ci sono persone che abusano di noi e altre persone che vogliono che noi abusiamo di loro. Lo diceva anche una canzone molto famosa. Ogni comportamento è lecito e i limiti sono sottili veli di seta appoggiati sui sensi, adagiati sugli occhi. Ma non dovremmo mai smettere di stupirci e stupendoci non dovremmo mai e poi mai smettere di domandarci il motivo di molte cose. Anche le cose più atroci, subite più volte, divengono abitudine e così facendo si trasformano in prassi accettabili, quasi giustificabili. Ci domandiamo ancora abbastanza: “ma io valgo così poco?” oppure “merito questo?” e ancora “sto avendo rispetto di me stesso?” e infine “cosa voglio veramente dalla MIA vita?”. Il rispetto è un concetto ormai sfumato, privo di spessore nel mondo e queste domande sono pallide ombre di sè stesse, del loro reale principio archetipico. Quante sono le persone che ti chiedono ancora “come stai?” prima di raccontarti di sè stesse? Ci sono momenti in cui bisogna dire “stop”, fermarsi, sedersi in mezzo alla strada e guardarsi un pò attorno: potremmo scoprire che la strada che pensavamo dritta e scoscesa l’abbiamo perduta tempo addietro e che ci siamo addentrati in luoghi che, anche se piacevoli o ingannevolmente positivi, sono tutt’altro rispetto a ciò che cerchiamo. Alcuni di noi credono in qualcosa, altri no. Per nostra esperienza concreta sappiamo che esiste una sola vita e che sarebbe un peccato gettarla via senza averne realizzato tutte le recondite possibilità. La vita va assaporata, gustata, dilaniata, sbocconcellata, stropicciata, strappata, ricucita, sformata come il nostro cuscino prediletto che è fatto a nostra forma e comodità. La vita è un dono che dovremmo scartare, ogni giorno, con la meraviglio degli occhi di un bambino. E non è evitando gli errori che la si vive meglio o più a fondo: esistono errori bellissimi a cui nessuno di noi rinuncerebbe. Gli errori fanno di noi ciò che siamo: siamo ciò che buttiamo via nella foga dei nostri errori e dei sensi di colpa che ci hanno inculcato per ogni errore commesso.

E allora mi rivolgo a te F. che conosco da un pò di tempo. Sbagli, piccola libellula. Sbaglia. Fai tutti gli errori che vuoi, divertiti, piangi, buttati via e poi ripescati dal letto di chiunque, dalle sue mani, dal suo sesso ma fai in modo di sentirti sempre vivo e di non pentirti mai di un gesto compiuto. Non privarti di nulla ma non soddisfare ogni pulsione: cosa ti rimane dopo da inseguire? E soprattutto cosa stai inseguendo ora? Cosa cerchi se prima non trovi te, nel tuo stupore? In quel pacchetto regalo che è la vita… aprendolo… scopriremo che ci siamo noi e solo noi in un bagno di stelle intarsiate in un cielo di velluto blu. E non sono gli errori a farci cadere da quel cielo. Persone ti possono chiedere di ingoiare il loro sperma, altre di ingoiare il tuo. Cosa importa? I tuoi sogni rimangono dietro un vetro smerigliato, lontani, indifferenti. Il tuo corpo si manifesta, si contrae, si muove e la tua mente con lui. Poi arrivano le lacrime e il senso di sporco. Infine arrivano le porte che ti chiudi alle spalle. E se ne è andato un altro giorno. Fai tutti gli errori che vuoi, piccolo mio. Ma falli che siano davvero belli: che il gioco valga la candela. La tua strada non è quella della camera 110 di un hotel di provincia. La tua strada è quella più lunga, quella verso il cuore di un uomo che possa amarti, rispettarti, cullarti nelle notti senza stelle in cui l’unica stella sei tu.

Non posso insegnarti nulla, non voglio insegnarti nulla. Non ti vorrei bene se lo facessi. Per cui ti lascio libero. Sbaglia, libellula, ma sbaglia per cose belle come i tuoi occhi al chiaro di luna, non per il rintocco di una porta che si chiude e il fruscio di un giorno che se ne va. Sbaglia per te e per nessun altro. Fatti del male, se così ti piace. Amati e odiati. Soffocati nelle lacrime e annegati nei sorrisi tuoi e degli altri. Ma non scordare niente. Non dimenticare. Non dimenticare che la tua strada ti attende. E quella strada… ti porta verso un unico sorriso. Il sorriso di quella persona che, con il solo guardarti, saprà dirti che ti ama per ogni giorno che ti scivolerà tra le dita. Il sorriso della persona che ti amerà perchè sei tu e perchè sei insicuro e perchè provochi per dire a te stesso e al mondo “sono qui”. Il sorriso di quella persona che ti amerà perchè per lei conti solo tu. Ma soprattutto… il sorriso di quella persona che ti amerà anche e nonostante gli errori che farai. La via per le stelle è lunga, libellula.

Cammina e… Buon viaggio 🙂 Con tanto affetto, M. “

 

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