Non è una favola

febbraio 7, 2008 § 24 commenti

Mi sono venduto, mi sono dato a troppi corpi e a troppi letti,sperando che qualcuno si accorgesse della sete d’amore  di cui gridavo disperatamente il bisogno.  L‘ingenuità, la segretezza, il dolore, l’umiliazione,sono stati composti i miei 16 anni. Un tunnel oscuro e sporco. Come in una favola, ricca di personaggi mostruosi e ambigui. Vorrei incontrare  ciò che ho sempre cercato invano. Fausto mi amava,eppure non mi sentivo migliore quando stavo con lui. Diceva di amarmi,ma quel amore che ogni giorno  mi dava non era fatto della stessa sostanza che io andavo a trovare. Pretendeva,mi stava col fiato sul collo,l’odore del suo respiro lo sentivo,era affannoso,quasi molestante, non mi faceva vivere bene,mi opprimeva. Lui non era più bello di me,era un ragazzo comune,intelligente,spiritoso,giocava a fare il finto etero, è un ricordo buffo che ho di lui.Alcuni suoi  amici mi odiavano,glielo avevo portato via di mano,c’era chi ci provava spudoratamente con me: ”Fausto è un ragazzo da storie serie,tu da una notte e via” ricordo che disse un suo (ex)amico. Sputargli in un occhio sarebbe stato fantastico.Non voglio più cercare, non voglio più concedermi a qualcuno con la speranza che capisca cosa realmente voglio. Con i più sfigati,di quei sfigati dal carattere debole me ne sono approfittato,forse Fausto era  uno d quelli.con gli altri invece ero quasi sottomesso,e mi piaceva,la mia vanità era alle stelle. Ricordo quello schiaffo di quel uomo che poteva essere mio padre,per una parola scortese ed un pompino mancato. Ricordo il sesso più bello della mia vita,quello con Dino,mi legava con le sue gambe, avvicinando il suo sesso al mio buco,mentre la sua cagnetta restava a guardarci sul divano dal tessuto indefinito. Mi manca il suo pisello. Avevo preso una forte infatuazione,ricordo che ho passato un Natale cupo,a pensarlo, a toccarmi le labbra ancora addoloranti di piacere e con il senso di colpa di aver tradito il mio ragazzo. Ho goduto. Ma allo stesso tempo ho sofferto,sentivo di aver tradito la sua fiducia. Lui mi perdonò,facendomela pagare lentamente,poi non ressi più. Tutto crollò come un castello di sabbia. E’ da circa 2 mesi che non lo sento,non lo vedo. Si è cancellato dalla mia stupida vita,quando i discorsi intelligenti che facevamo nel suo enorme lettone di Milano davano la speranza che se la nostra storia sarebbe finita avremmo optato per una solida amicizia, lui ci credeva in questo,io un po’ meno. Avevo ragione. Più Niente.E’ stato meglio così.

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