Franci Z.

ciò che fu z.

gay pride bologna Giugno 25, 2008

Archiviato in: francescate, gay, incontri, media, politicando, segnalazioni, società — Franci Z. @ 9:10 am

Sabato 28 giugno alle ore 15 si svolgerà  il pride nazionale all’ombra delle torri bolognesi.

L’incontro si terrà ai giardini margherita.

Io ed a. quest’anno ci saremo.

Naturalmente siete invitati a partecipare anche se siete eterosessuali. La laicità, la dignità e la parità sono valori universali.

questo l’inno ufficiale: Tango Diverso.

 

be vegetarian #5 Giugno 14, 2008

Archiviato in: bestie, politicando, società — Franci Z. @ 5:44 pm

NEW YORK - Un cambiamento epocale nell’uso di una risorsa che si dà per scontata potrebbe essere imminente. No, non si tratta di petrolio, ma di carne. Come il petrolio anche la carne è soggetta a una domanda crescente a mano a mano che le nazioni diventano più ricche e ciò ne fa salire il prezzo. E come il petrolio anche la carne è qualcosa che tutti sono incoraggiati a consumare in quantità minori. La domanda globale di carne si è letteralmente impennata negli ultimi anni, sulla scia di un benessere crescente, alimentata dal proliferare di vaste operazioni di alimentazione forzata di animali d’allevamento. Queste vere e proprie catene di montaggio della carne, che partono dalle fattorie, consumano quantità smisurate di energia, inquinano l’acqua e i pozzi, generano significative quantità di gas serra, e richiedono sempre più montagne di mais, soia e altri cereali, un fatto che ha portato alla distruzione di vaste aree delle foreste pluviali tropicali.

Proprio questa settimana il presidente brasiliano ha annunciato provvedimenti di emergenza per fermare gli incendi controllati e l’abbattimento delle foreste pluviali del Paese per creare nuovi pascoli e aree di coltura. Negli ultimi cinque mesi soltanto, ha fatto sapere il governo, sono andate perse 1.250 miglia quadrate di foreste.

Nel 1961 il fabbisogno complessivo di carne nel mondo era di 71 milioni di tonnellate. Nel 2007 si stima che sia arrivato a 284 milioni di tonnellate. Il consumo pro-capite di carne è più che raddoppiato in questo arco di tempo. Nel mondo in via di sviluppo è cresciuto del doppio, ed è raddoppiato in venti anni. Il consumo mondiale di carne si prevede che sia destinato a raddoppiare entro il 2050.

 
Produrre carne comporta il consumo di tali e tante risorse che è una vera impresa citarle tutte. Ma si consideri: secondo la Fao, la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, le terre destinate all’allevamento del bestiame costituiscono il 30 per cento delle terre emerse non ricoperte da ghiacci del pianeta. Questa stessa produzione di bestiame è responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra della Terra, più di quelle emesse dai trasporti nel loro complesso. Uno studio dello scorso anno dell’Istituto nazionale di scienze dell’allevamento in Giappone ha stimato che ogni taglio di carne di manzo da un chilogrammo è responsabile dell’equivalente in termini di diossido di carbonio alle emissioni di una vettura media europea ogni 250 chilometri circa e brucia l’energia sufficiente a tenere accesa per 20 giorni una lampadina da 100 watt.

Cereali, carne e perfino energia sono collegati tra loro in un rapporto di interdipendenza che potrebbe avere spaventose conseguenze. Benché circa 800 milioni di persone di questo pianeta soffrano la fame o siano affette da malnutrizione, la maggior parte dei raccolti di mais e soia coltivati finiscono a nutrire bestiame, maiali e galline. Ciò avviene malgrado un’implicita inefficienza: per produrre le stesse calorie assimilate tramite il consumo di carni di bestiame allevato e il consumo diretto di cereali occorrono da due a cinque volte più cereali, secondo quanto afferma Rosamond Naylor, docente associato di economia all’università di Stanford. Nel caso di bestiame allevato negli Stati Uniti con cereali questo dato deve essere moltiplicato ancora per dieci. Negli Stati Uniti l’agricoltura praticata per soddisfare la domanda di carne contribuisce, secondo l’Agenzia per la Protezione Ambientale, a circa tre quarti dei problemi di qualità dell’acqua che caratterizzano i fiumi e i corsi d’acqua della nazione.

Considerato poi che lo stomaco delle bestie allevate è fatto per digerire erba e non cereali il bestiame allevato a livello industriale prospera soltanto nel senso che acquista peso rapidamente. Questo regime alimentare ha reso possibile allontanare il bestiame dal suo ambiente naturale e incoraggiare l’efficienza dell’allevamento e della macellazione in serie. È tuttavia una prassi che provoca problemi di salute tali che la somministrazione di antibiotici è da ritenersi usuale, al punto da dar vita a batteri resistenti agli antibiotici.

Questi animali nutriti a cereali contribuiscono oltre tutto a una serie di problemi sanitari tra gli abitanti più benestanti del pianeta, quali malattie cardiache, alcuni tipi di cancro e diabete. La tesi secondo cui la carne fornisce un apporto proteico è giusta, purché le quantità siano limitate. L’esortazione americana quotidiana a consumare carne - del tipo “guai a te se non mangi la bistecca” - è negativa.

Che cosa si può fare? Risposte facili non ce ne sono. Tanto per cominciare occorre una migliore gestione degli sprechi. A ciò contribuirebbe l’abolizione dei sussidi: le Nazioni Unite stimano che questi costituiscono il 31 per cento dei guadagni globali dell’agricoltura. Anche migliori tecniche di allevamento sarebbero utili. Mark W. Rosengrant, direttore della tecnologia ambientale e della produzione presso l’istituto senza fini di lucro International Food Policy Research afferma: “Occorrerebbe investire nell’allevamento e nella gestione del bestiame, per ridurre la filiera necessaria a produrre un livello qualsiasi di carne”.

E poi c’è la tecnologia. Israele e Corea sono tra i Paesi che stanno sperimentando tecniche di sfruttamento delle scorie e del letame animale per generare elettricità. Altro suggerimento utile potrebbe essere quello di far ritorno al pascolo. Mentre la domanda interna di carne è ormai uguale ovunque, la produzione industriale di bestiame è cresciuta due volte più rapidamente dei metodi di base di sfruttamento delle terre, secondo quanto risulta alle Nazioni Unite. I prezzi reali di carne bovina, di maiali e pollame si sono mantenuti costanti, forse sono perfino scesi, per 40 anni e più, anche se ora stiamo assistendo a un loro aumento di prezzo. Se i prezzi elevati non costringono a cambiare le abitudini alimentari, forse sarà tutto l’insieme - la combinazione di deforestazione, inquinamento, cambiamento del clima, carestia, malattie cardiache e crudeltà sugli animali - a incoraggiare gradualmente qualcosa di molto semplice: mangiare più vegetali e meno animali.
Nel suo studio del 2006 sull’impatto dei consumi di carne sul pianeta, intitolato “La lunga ombra del bestiame”, la Fao dice: “È motivo di ottimismo prendere atto che la domanda di prodotti animali e di servizi ambientali sono in conflitto tra loro ma possono essere riconciliate”. Gli americani, in effetti, stanno comprando sempre più prodotti eco-compatibili, scegliendo carni, uova e latticini prodotti con metodi sostenibili. Il numero dei prodotti e dei mercati di questo tipo si è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni.

Se gli attuali trend continueranno, invece, la carne diventerà una minaccia più che un’abitudine. Non diventerebbe del tutto insolito consumare carne, ma proprio come i SUV dovranno cedere il passo a vetture ibride, l’epoca dei 220 grammi al giorno di carne sarà giunta alla fine. Forse, dopotutto, non sarà poi così drammatico.

(copyright The New York Times)
(Traduzione di Anna Bissanti)

 

uso del termine Giugno 13, 2008

Archiviato in: quotidianità, sex things, società — Franci Z. @ 12:22 pm

Il termine masturbazione è usato, per estensione, anche per definire alcune forme di stimolazione erotica che non coinvolgono soltanto gli organi sessuali (ad es. toccare i capezzoli), e che possono anche non essere sempre effettuate direttamente con la mano (ad es. stimolazioni con oggetti).

Si parla di masturbazione anche quando la si compie su di un’altra persona stimolando i suoi organi genitali e, se quest’ultima a sua volta la esercita sulla prima in un rapporto vicendevole, di masturbazione reciproca (talvolta inclusa nelle pratiche di petting).

Nel linguaggio colloquiale, comunque, il termine masturbarsi è spesso sostituito da espressioni volgari, spesso figurative ed immaginifiche. Al maschile, la più comune è farsi una sega che estende per l’appunto il movimento del braccio quando adopera la sega a quello che produce durante l’atto di autoerotismo.

Altri termini sono pugnetta (che il dizionario Zingarelli accosta all’equivalente spagnolo puñeta, e nella sua radice verbale ha quindi implicito il riferimento al pugno usato per compiere l’atto) pipa o regionalmente pippa (la cui parola in alcuni dialetti indica anche il membro virile).

Al femminile si usa la parola ditalino (o ditale) con riferimento al dito impiegato dalle donne nella masturbazione.

 

che motivo c’è di vivere gay? Giugno 11, 2008

Archiviato in: gay, media, ricerche internettiane, società — Franci Z. @ 8:48 pm

ricerca internettiana.

che motivo c’è di vivere gay?

nessun motivo perchè non è una scelta ma una condizione naturale.

che condizione c’è di vivere eterosessuali? sicuramente la vita per certi eterosessuali è molto più facile che noi omosessuali, questo potrebbe essere l’unico banale motivo. non smettiamo di ricordare che  certe persone gay trovano disagio nella società. una società fatta di pregiudizi, malsana e ignorante. credo tanto che queste persone che vivono la propria omosessualità come malessere se potessero scegliere a questa condizione naturale opterebbero di certo per  una vita eterosessuale. 

detto questo essere gay è normale e non è motivo di trasgressione o rendere la vità più eccessiva e incasinata di quanto possa già esserlo. essere gay non è una moda come certi mal pensanti credono.

non è come alzarsi al mattino e decidere di indossare dei pantaloni neri. è molto più complesso, del resto qualsiasi sessualità è intrinseca di complicazione, dal gay alla lesbica al transessuale all’eterosessuale e al bisessuale.

 

 

pride 2008 Giugno 10, 2008

Archiviato in: gay, media, politicando, società, vaticanerie — Franci Z. @ 5:00 pm

Il giorno del gay pride è arrivato e l’orgoglio gay ha sfilato per le strade di Roma - dove sono stati celebrati un centinaio di “matrimoni” simbolici sul carro itinerante dell’Arcigay - e Milano, con il consueto colore, l’atmosfera festosa e qualche esagerazione che sempre ha caratterizzato queste parata, ma non sono mancate le polemiche. Di mira, in particolare, il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: “Tu nuda sui calendari. Noi spogliati dei nostri diritti” era scritto su un cartello. Il ministro in serata ha replicato: “Le provocazioni e gli esibizionismi non aiutano la discussione e il confronto pacato, che sono utili per risolvere i problemi”. A Roma, secondo quanto denunciato Arcigay, la festa è stata disturbata da un “gruppo di neofascisti” che ha tentato di fare irruzione nel corteo sventolando bandiere nere con croce celtica, ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Secondo un testimone, hanno gridato ai manifestanti “vi accoltelleremo tutti”. Il gruppo “è stato bloccato dalle forze dell’ordine.

Nella capitale il corteo si è concluso a piazza Navona invece che a San Giovanni, dopo il divieto delle autorità motivato con un convegno che si tiene in serata nella Basilica. Una decisione che ha scatenato una pioggia di proteste, con la minaccia di un gruppo di esponenti radicali, del Prc e delle organizzazioni lgbt di imbavagliarsi davanti all’ingresso della basilica lateranense. Le polemiche sul Pride non sono mancate: durante il corteo, Vittoria Franco, ministro ombra delle pari opportunità, ha definito “grave” negare al Pride piazza San Giovanni e il patrocinio; Giovanni Russo Spena del Prc ha accusato il governo di “oscurantismo” e Felice Belisario (Idv) ha sottolineato come la Costituzione garantisca il diritto a manifestare. Per Vladimir Luxuria, su questi temi “l’Italia si sta muovendo all’indietro”, mentre uno dei leader storici del movimento gay, Franco Grillini, ha sottolineato che “il Pride è rimasta l’unica manifestazione di libertà individuale in Italia, dove sono in atto prove tecniche di dittatura”.

Paola Concia (Pd, unica parlamentare dichiaratamente omosessuale) ha lanciato un appello al centrodestra ad affrontare il problema dei diritti dei gay. “I patrocini - replica il ministro Carfagna - vanno dati ad occasioni di studio e di riflessione. Non mi sembra che fino a oggi il Gay Pride sia stato tale”. Il Gay Pride, ha aggiunto, “rischia di assumere un aspetto demagogico e folcloristico. E a Roma, nella capitale della cristianità, assume anche un aspetto diverso. Ha il sapore dello scontro ideologico contro chi, come la Chiesa, si oppone, a mio avviso giustamente, alle unioni omosessuali”. Ma se avesse un figlio omosessuale? “Cercherei di insegnargli a vivere questa condizione con naturalezza e sobrietà, senza eccessi nè rivendicazioni inutili”. Ma le proteste e i divieti non hanno impedito di vivere questa manifestazione con il consueto spirito giocoso e anticonformista: a Roma, decine di drag queen e uomini a torso nudo o con indosso solo slip e piume bianche hanno danzato sul carro di “Muccassassina”. Molte le scritte contro il Vaticano e i politici. Secondo gli organizzatori, al corteo romano hanno partecipato 500 mila persone; 10 mila per le forze dell’ordine. A Milano, per circa 20 minuti la parata del Gay Pride si è trasformata in un corteo muto e silenzioso. In Piazza Duomo, spenta la musica, chiusi gli altoparlanti, tutti i partecipanti si sono incollati un cerotto sulla bocca, bianco, con una x rossa. Una forma di protesta contro “i politici e le gerarchie cattoliche che vorrebbero ridurci al silenzio”.

Non sono mancati gli slogan contro la Chiesa (”meno cardinali e più staminali”), e anche i travestimenti e le esagerazioni, come la sposa con il velo tenuto fermo da un pene di gomma; tra le maschere, la più usata è stata quella con il volto del sindaco Letizia Moratti. Ventimila i partecipanti secondo gli organizzatori.

 

fonte internet

 

in nome dell’amore Giugno 6, 2008

Archiviato in: I am, politicando, quotidianità, società — Franci Z. @ 11:02 pm

era un giorno d’estate,si respirava nell’aria odore di grano. i papaveri coloravano il paesaggio,deliziavano le spighe di grano d’oro e il cielo era azzurro,di un azzurro limpido,nemmeno una nuvola.

nessuno si aspettava che quel giorno fatto di chiara luce e serenità potesse essere scrollato da una notizia shockante. un famoso attore era morto,i critici l’avevano massacrato sputando i loro veleni.portato dalla disperazione si riempì di pastiglie. overdose.

le torri gemelle distrutte,un uomo barbuto e con espressione assente ordinò un bel giorno così di demolirle. i mari,i fiumi e le loro foci avevano allagato le grandi città vicine alla costa,la natura si era ribellata. era stufa. stanca dei capricci dell’uomo. c’era chi diceva che era un sogno, chi un incubo.un pizzicotto lungo le guance e le gote diventarono  rosse, non era macabra fantasia era ed è realtà. tutto è ridicolo qui,in un paese dove prevarica la mediocrità. il paese delle meraviglie di alice a confronto è solo un gioco malfatto e mal costruito. non ci rendiamo conto di chi siamo,non sappiamo ascoltare,siamo sordi alle parole e ai gesti.

quel giorno dove il caldo padroneggiava e rendeva il respiro delle persone affannoso puzzava di cadavere, odorava di morte, di carne putrida. solo un bambino poteva riuscire a svegliare il senso dei sensi,il sentimento dei più forti sentimenti. amore,esatto,quella sostanza lì. ceca,un po’ irrazionale,magica e coinvolgente. un sentimento fatto di se stesso,fatto di tutto e di niente. semplice ma puro più che mai. c’è chi crede nel dolore,chi nella cattiveria,nell’ipocrisia, nella mal coscienza di se  stessi. la parola fine verrà scritta, il testo poi narrato mentre noi,personaggi della storia, conviviamo con noi stessi e rendiamo debole il tempo. verrà accorciato, un solo respiro per poi essere catapultati in un orgia di inesattezza.

chi si rialza? chi è pronto ancora una volta  a crederci?ora che siamo  in assenza di un governo che ne dite di una rivoluzione per colmare i vuoti, togliere la polvere vecchia che zoppica,sostituire le dentiere dei nostri politici e sostituirle con 35 denti cristallini,veri,perle bianche di gente giovane che ha voglia di fare e non di stare solo a guardare? questa è la direzione verso la rovina.

chi osa vince, chi depone le armi è un codardo. la battaglia è fatica, sudore, sangue e sofferenza…

si può vincere o perdere ma bisogna osare, si deve osare per dimostrare la bontà della fede.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

deperimenti Giugno 2, 2008

Archiviato in: gay, media, politicando, società, vaticanerie — Franci Z. @ 4:37 am

 

se per mara carfagna (pdl) i gay sono costituzionalmente sterili, per noi mara carfagna è costituzionalmente una che non ha mai letto la costituzione, visto che da nessuna parte, nella costituzione, sta scritto che la famiglia è tale solo quando capace di procreare.

‘a carfà: quella che hai letto tu è la bibbia.

 

tributo ad una cremonese doc,mina. Maggio 14, 2008

Archiviato in: media, sex things, società — Franci Z. @ 11:34 pm

DONNA,DONNA,DONNA

Quanto caldo,
ma che caldo che fa!
Si sta squagliando anche l’asfalto in città, lo senti..
C’é l’orizzonte che trema, vacilla, che oscilla.
Dietro gli occhiali puoi intuire i miei occhi
grandi come fanali allo odio
eppure a volte sempre e sempre più spesso mi odio.
Donna donna donna
ma che pezzo di donna!
Si sconvolge la gente quando passo per strada.
Una donna donna donna.
Hey, dico a te,questa notte puoi restare con me,
ma alle 7 fuori di qui c’é il taxi…
A testa alta vado dritto alla meta
e allora basta un sorriso e diventi una preda
e dopo io ti trascino piano piano nel buio…sei mio…
Ma una notte mi ricordo andò male, purtroppo,
e ci ho rimesso un bel pezzo di cuore
e allora tutto é finito in un ghhuizzo di bllu..ma più.
Donna, sono un sogno travestito da donna,
una luce accecante,
uno stupefacente
una donna, donna, donna.
Quando accarezzi la mia pelle di seta
ti trasformi all’istante in un eroe, un poeta
una donna, donna, donna.
Hey, dico a te
se gradisi posso offrirti un caffè
ma fra un’ora fuori di qui c’é il taxi.

 

all the lonely people Maggio 12, 2008

Archiviato in: bestie, incontri, società — Franci Z. @ 4:17 pm

ti accorgi quanto sia importante la vita quando una notizia scioccante ti assale.

ieri un uomo del mio paese ha deciso di porre fine alle sue sofferenze impiccandosi. aveva due bambini, una semplice vita fatta di tanta umiltà e un matrimonio alle spalle finito. una vita per quanto tale normale, priva d’eccessi e di ogni causa che ti possa far pensare minimamente il perchè di questa scelta definitiva.

chissà cosa passa per la testa in quel millesimo di secondo che ti lasci andare sospeso tra soffitto e pavimento. sospeso nel vuoto limitato di una buia stanza. compiere un atto simile è profondamente egoista e di una persona priva di sperma ma anche un atto di terribile coraggio per porre rimedio al turbinio implacabile della nostra anima.

non credo quel uomo sia stato capito e compreso fino in fondo da questa stupida vita,anche se non ho mai parlato con lui credo sia stata una persona sola , si esatto era un uomo malato di solitudine, e nient’altro. la solitudine rende pazzi.

per la mia fottutisima pigrizia non ho fatto nulla per farlo sentire meno solo,avrei potuto fare qualcosa. renderlo partecipe, regalare delle spillette ai suoi figli per esempio, strappandogli così un semplice  e misero sorriso.

odio la solitudine, vorrei capire perchè non possiamo sentirci parte integrante l’uno dell’altro? vorrei comprendere perchè alcune persone sono circondate da persone che leccano il culo e altre che restano in disparte in un angolo a patire l’ira dell’inferno di questo straccio di vita. 

All the lonely people
Where do they all come from ?
All the lonely people
Where do they all belong ?

 

be vegetarian #4 Aprile 22, 2008

Archiviato in: bestie, sex things, società — Franci Z. @ 12:42 am

Pubblicità danese che dovrebbe invogliare i consumatori a mangiare più verdure.