Franci Z.

ciò che fu z.

uso del termine Giugno 13, 2008

Archiviato in: quotidianità, sex things, società — Franci Z. @ 12:22 pm

Il termine masturbazione è usato, per estensione, anche per definire alcune forme di stimolazione erotica che non coinvolgono soltanto gli organi sessuali (ad es. toccare i capezzoli), e che possono anche non essere sempre effettuate direttamente con la mano (ad es. stimolazioni con oggetti).

Si parla di masturbazione anche quando la si compie su di un’altra persona stimolando i suoi organi genitali e, se quest’ultima a sua volta la esercita sulla prima in un rapporto vicendevole, di masturbazione reciproca (talvolta inclusa nelle pratiche di petting).

Nel linguaggio colloquiale, comunque, il termine masturbarsi è spesso sostituito da espressioni volgari, spesso figurative ed immaginifiche. Al maschile, la più comune è farsi una sega che estende per l’appunto il movimento del braccio quando adopera la sega a quello che produce durante l’atto di autoerotismo.

Altri termini sono pugnetta (che il dizionario Zingarelli accosta all’equivalente spagnolo puñeta, e nella sua radice verbale ha quindi implicito il riferimento al pugno usato per compiere l’atto) pipa o regionalmente pippa (la cui parola in alcuni dialetti indica anche il membro virile).

Al femminile si usa la parola ditalino (o ditale) con riferimento al dito impiegato dalle donne nella masturbazione.

 

in nome dell’amore Giugno 6, 2008

Archiviato in: I am, politicando, quotidianità, società — Franci Z. @ 11:02 pm

era un giorno d’estate,si respirava nell’aria odore di grano. i papaveri coloravano il paesaggio,deliziavano le spighe di grano d’oro e il cielo era azzurro,di un azzurro limpido,nemmeno una nuvola.

nessuno si aspettava che quel giorno fatto di chiara luce e serenità potesse essere scrollato da una notizia shockante. un famoso attore era morto,i critici l’avevano massacrato sputando i loro veleni.portato dalla disperazione si riempì di pastiglie. overdose.

le torri gemelle distrutte,un uomo barbuto e con espressione assente ordinò un bel giorno così di demolirle. i mari,i fiumi e le loro foci avevano allagato le grandi città vicine alla costa,la natura si era ribellata. era stufa. stanca dei capricci dell’uomo. c’era chi diceva che era un sogno, chi un incubo.un pizzicotto lungo le guance e le gote diventarono  rosse, non era macabra fantasia era ed è realtà. tutto è ridicolo qui,in un paese dove prevarica la mediocrità. il paese delle meraviglie di alice a confronto è solo un gioco malfatto e mal costruito. non ci rendiamo conto di chi siamo,non sappiamo ascoltare,siamo sordi alle parole e ai gesti.

quel giorno dove il caldo padroneggiava e rendeva il respiro delle persone affannoso puzzava di cadavere, odorava di morte, di carne putrida. solo un bambino poteva riuscire a svegliare il senso dei sensi,il sentimento dei più forti sentimenti. amore,esatto,quella sostanza lì. ceca,un po’ irrazionale,magica e coinvolgente. un sentimento fatto di se stesso,fatto di tutto e di niente. semplice ma puro più che mai. c’è chi crede nel dolore,chi nella cattiveria,nell’ipocrisia, nella mal coscienza di se  stessi. la parola fine verrà scritta, il testo poi narrato mentre noi,personaggi della storia, conviviamo con noi stessi e rendiamo debole il tempo. verrà accorciato, un solo respiro per poi essere catapultati in un orgia di inesattezza.

chi si rialza? chi è pronto ancora una volta  a crederci?ora che siamo  in assenza di un governo che ne dite di una rivoluzione per colmare i vuoti, togliere la polvere vecchia che zoppica,sostituire le dentiere dei nostri politici e sostituirle con 35 denti cristallini,veri,perle bianche di gente giovane che ha voglia di fare e non di stare solo a guardare? questa è la direzione verso la rovina.

chi osa vince, chi depone le armi è un codardo. la battaglia è fatica, sudore, sangue e sofferenza…

si può vincere o perdere ma bisogna osare, si deve osare per dimostrare la bontà della fede.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il mio quartiere vol.2 Maggio 18, 2008

Archiviato in: quotidianità — Franci Z. @ 11:26 pm

apro gli occhi.

giro la testa verso di te.

dormi.

avvicino la mia mano sulla tua bocca aperta,non l’appoggio,la tengo a poca distanza per sentire se sei vivo o morto.

respiri.

scendo dal letto .

apro la finestra.un raggio di sole che si scaglia dentro il mio occhio sinistro,con la mano copro il raggio di luce.

per affacciarmi,mi sporgo,c’è gente che parla a capo dei vari appatamenti,la signora pazza della lavanderia  apre la sua bottega, un’ambulanza ammutolisce il rumore delle parole e dei gesti,un incidente a pochi metri da casa,estraggono il corpo dalle macerie. salvare altre vite,uomini coraggiosi che rischiano ogni giorno la pelle. sono loro i veri angeli.

ti svegli.

sgrani gli occhi.

tu sei vivo.

sorrido.

 

latte acido Maggio 16, 2008

Archiviato in: I am, quotidianità — Franci Z. @ 1:07 pm

 

tutte le mattine faccio colazione con del latte acido e dei petali appassiti. piango la morte e sciolgo il sale delle lacrime nei raggi del sole,come se fossero rami di alberi.

 

sradicando le miei radici,mi accingo dalla finestra per vedere la terra nuova. un futuro,con un uomo splendido, un cane dal nome buffo “Lampone”, una casa arredata da noi, e due splendidi bimbi: Manuel e Sofia. vorrei che tutto ciò sia mio,nostro, adesso,ora,in questo momento,in questo millesimo di secondo. odio aspettare,odio la lentezza.

 

odio la promiscuità e la troppa tolleranza di chi ha colpa e non paga per l’atto compiuto. odio la legge italiana e la politica mediocre che sovrana sopra le nostre teste. è difficile perdonare, io non lo faccio spesso,in realtà non l’ho mai fatto. non indulgo, apprezzo poco le scenate commiserevoli dove la dignità è pari a zero. perchè chiedere scusa se quella parola è uscita dalla tua bocca? perchè farsi perdonare di un’azione svolta? chi sbaglia deve imparare a comportarsi. odio chi invade i miei spazi e il mio territorio, non sopporto l’arroganza e la presunzione di chi pensa di conoscermi meglio di quanto io mi possa guardare dentro.  

 

mi infastidisce la leggerezza di alcune persone che trattano argomenti seri come fossero delle caramelle. apprezzo la serietà, odio il frivolo. siamo davvero bravi a mentire. far credere alla gente le nostre parole. dire il vero anche quando è nettamente falso. bugie,bugie sporche. vergognose inutilità che ci servono per sentirci migliori, per far credere agli altri,alla gente che ci circonda che qualcosa di buono c’è anche in noi. rimangono patetiche illusioni perchè siamo cenere ancora prima di morire. amiamo sorprenderci , voler fare un passo in più e poi cadere nel burrone,giù,in fondo in una topaia. la bugia diventerà eco sordido.

 

ho voglia di star solo.  

 

 

Top Five / i migliori cinque momenti di un’ intera settimana Aprile 24, 2008

Archiviato in: quotidianità, test — Franci Z. @ 4:14 pm

 

  1. quando alla radio passano una programmazione decente e me ne sto sul divano a leggere.
  2. quando riesco a scrivere  qualcosa di buono.
  3. quando io e a. non litighiamo per delle minchiate.perchè di minchiate trattasi.
  4. quando faccio sesso.
  5. quando io e a. andiamo al k2 e a. bisticcia con eufelia.
 

cronache dal buco Marzo 26, 2008

Archiviato in: I am, media, quotidianità — Franci Z. @ 6:17 pm

debbo dire che oggi è una giornata grigia. il colore del piombo e dei topi.il cielo lo è,io sono abbastanza sereno e ottimista.

giovedì pomeriggio dovrebbe venire il tecnico per istallare  internet per cui potrò comunicare con voi anche dal buco, ovvio salvo quando sto lavorando,quando a. fa i capricci da bambino e mi vuole tutto per se o quando la casa richiede pulizia.

qualche notizia in più è che ho disperatamente bisogno di sole,luce e caldo. il freddo mi fa diventare un ghiacciolo in tutti i sensi.sono un meteoropatico. nei mesi di freddo le persone che mi stanno attorno devono accarezzare il gatto che c’è in me, mi devono saper prendere.

sto scrivendo poco ultimamente perchè manca la voglia (in primis), il tempo e l’ispirazione.

non è colpa mia se l’unica cosa che mi va di fare è starmene sdraiato sul divano con la coperta sulle gambe a leggere una tonnellata di libri.mi sto rendendo conto che sto battendo un po’ la fiacca,sono pigro ma ultimamente sento che c’è almeno un po’ la necessità fisica di muovermi,riabilitarmi. mi auguro di cuore che la primavera mi rigeneri.

poi come se non bastasse io e angelo ogni sera guardiamo un film diverso,ieri è toccato a Elizabeth,film apprezzato da entrambi. Cate Blanchett è splendida,un’interpretazione da elegante stronza come solo una donna dai capelli rossi può essere.

 

 

il mio quartiere vol.1 Febbraio 27, 2008

Archiviato in: quotidianità — Franci Z. @ 3:49 pm

come ben sapete mi sono trasferito da poco in un nuovo quartiere, sempre a cremona.

è sporco,puzza di immondizia e cumino,ha vecchi palazzi bugiardi che fanno credere di essere più vecchi di quello che in realtà sono.perchè i palazzi non sono come le persone: i palazzi hanno più valore quando sono vecchi.

nel mio quartiere,inoltre ci sono i piccioni e c’è una colonia di bellissimi gatti che vivono dentro i ruderi di una cantina.

una zona malfamata,nessuna persona che vedi passare per la strada ha le sembianze di un essere umano.compresi anche i nuovi vicini di casa:

la logorroica signora pina che le manca un dito della mano destra,precisamente l’indice.vive con il figlio di 47 anni,abita proprio di fronte a noi,sullo stesso pianerottolo e oltre a lamentarsi della propria vita passata ogni giorno la incontro per le scale,pronta per andare a fare spesa al penny.

il ragazzo quattrocchi dal giubotto in pelle nera e dalla cintura maculata che parla da solo e che gesticola con le proprie braccia pelose verso il cielo.

i due uomini buddisti.uno di loro assomiglia come corporatura e consistenza al vero budha,ne sembra la reincarnazione. il più magro è stronzo e se la fa con la verginella artista.

la fanciulla pittrice che pare una dama dell’800, ha il viso noioso come i suoi quadri, da incompresa,da soprafatta. voci del condominio dicono che abbia un intrinseco menagè a trois con i due devoti a budha,l’hanno sentita ansimare una notte.

e poi come non parlare del signor mister pipa, un settantenne meridionale dall’accento molto siculo, cappello in testa, pipa in bocca e del tabacco tra le mani, quasi come se avesse timore di perdere l’unica sua consolazione di vita.un giorno mi aprì il portone e mi sorrise. fu tenero.

 oltre agli indiani,i meridionali,i vedovi sordi,le perpetue che ti spiano dalla finestra,le prostitute e gli albanesi non potevano che mancare all’appello due omosessuali!

c’è di tutto nel mio nuovo quartiere. è come se vivessi in un’ italia miniaturizzata, solite persone,solite divergenze tra culture,il pregiudizzio della gente.un ‘italia che vive tra il vecchio e il nuovo,un ‘italia indecisa e paurosa, legata alle tradizione ma allo stesso tempo vogliosa di novità,di cambiamento.

non c’è più nulla da dire,c’è solo da fare.

ci sono molte altre cose,che vi racconterò in una puntata prossima. adesso  lasciatemi godere l’ultima canzone che ho scaricato da emule

 

il buco Febbraio 19, 2008

Archiviato in: I am, quotidianità — Franci Z. @ 10:55 pm

settimana intensa. 

io e A. abbiamo acquistato tempo fa il nostro piccolo nido,ovvero un piccolo appartamento a cremona, chiamato affettuosamente ”il buco”. in queste 4 mura concilieremo il lavoro con la quotidianità. ieri ed oggi ci siamo dati da fare allestendo la prima stanza,lì verrà concretizzato l’ufficio, A. mi ha davvero stupito nei panni d’ operaio, non me lo sarei mai aspettato che avesse abilità manuale,o meglio non in quel campo.cacciaviti,seghe,chiodi.

mi viene da sorridere pensare che a 13 anni odiavo i legami sentimentali,credevo che tarpassero le ali di un essere vivente. ero innoridito da così tanta sete d’amore.quando vedevo i miei amici controllati dalle loro fidanzatine avevo un sentore nauseante.opprimente.

ero un bambino dal carattere deciso, dicevo sempre nel bene o nel male quello che pensavo,non mi facevo influenzare da nessuno.era ed è tutt’ora un furore che fa parte delle mie origini. estremo,tagliente,sentenzioso e secco come la mia scrittura. un fattore di dna. ora ho imparato a smussare gli angoli del mio carattere.

non avrei mai pensato di sposarmi(perchè è questo che siamo io e A. marito e marito,anche senza uno stralcio di contratto) ad un’età così fresca.il destino è davvero buffo. tanti progetti per la testa,voglia di creare una famiglia laica. questo,per quanto mi riguarda,è un mese concreto, affronterò la mia prima e mi auguro ultima convivenza. non è poco,un passo avanti,anche sta volta avrò da imparare.sono eccitato solo all’idea. finalmente potremo fare l’amore tutte le volte che ci pare in un comodo letto matrimoniale,sentire lo sconcio cigolio delle reti senza preoccuparci che i miei ci sentano.vivere in modo più serio e responsabile. l’espressione corporea e vocale era al quanto limitata nella mia camera. l’amore va  goduto,rinnovato,stimolato,pornoromanzato. non si può fare tutto uguale ogni volta,è asfissiante!è come vedere un monologo di berlusconi in tv!

io ho bisogno di esprimermi, di non pormi confini.

ci sarà parecchio da scrivere nel buco,l’ispirazione credo proprio che non mancherà.