Franci Z.

ciò che fu z.

gay pride bologna Giugno 25, 2008

Archiviato in: francescate, gay, incontri, media, politicando, segnalazioni, società — Franci Z. @ 9:10 am

Sabato 28 giugno alle ore 15 si svolgerà  il pride nazionale all’ombra delle torri bolognesi.

L’incontro si terrà ai giardini margherita.

Io ed a. quest’anno ci saremo.

Naturalmente siete invitati a partecipare anche se siete eterosessuali. La laicità, la dignità e la parità sono valori universali.

questo l’inno ufficiale: Tango Diverso.

 

che motivo c’è di vivere gay? Giugno 11, 2008

Archiviato in: gay, media, ricerche internettiane, società — Franci Z. @ 8:48 pm

ricerca internettiana.

che motivo c’è di vivere gay?

nessun motivo perchè non è una scelta ma una condizione naturale.

che condizione c’è di vivere eterosessuali? sicuramente la vita per certi eterosessuali è molto più facile che noi omosessuali, questo potrebbe essere l’unico banale motivo. non smettiamo di ricordare che  certe persone gay trovano disagio nella società. una società fatta di pregiudizi, malsana e ignorante. credo tanto che queste persone che vivono la propria omosessualità come malessere se potessero scegliere a questa condizione naturale opterebbero di certo per  una vita eterosessuale. 

detto questo essere gay è normale e non è motivo di trasgressione o rendere la vità più eccessiva e incasinata di quanto possa già esserlo. essere gay non è una moda come certi mal pensanti credono.

non è come alzarsi al mattino e decidere di indossare dei pantaloni neri. è molto più complesso, del resto qualsiasi sessualità è intrinseca di complicazione, dal gay alla lesbica al transessuale all’eterosessuale e al bisessuale.

 

 

pride 2008 Giugno 10, 2008

Archiviato in: gay, media, politicando, società, vaticanerie — Franci Z. @ 5:00 pm

Il giorno del gay pride è arrivato e l’orgoglio gay ha sfilato per le strade di Roma - dove sono stati celebrati un centinaio di “matrimoni” simbolici sul carro itinerante dell’Arcigay - e Milano, con il consueto colore, l’atmosfera festosa e qualche esagerazione che sempre ha caratterizzato queste parata, ma non sono mancate le polemiche. Di mira, in particolare, il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: “Tu nuda sui calendari. Noi spogliati dei nostri diritti” era scritto su un cartello. Il ministro in serata ha replicato: “Le provocazioni e gli esibizionismi non aiutano la discussione e il confronto pacato, che sono utili per risolvere i problemi”. A Roma, secondo quanto denunciato Arcigay, la festa è stata disturbata da un “gruppo di neofascisti” che ha tentato di fare irruzione nel corteo sventolando bandiere nere con croce celtica, ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Secondo un testimone, hanno gridato ai manifestanti “vi accoltelleremo tutti”. Il gruppo “è stato bloccato dalle forze dell’ordine.

Nella capitale il corteo si è concluso a piazza Navona invece che a San Giovanni, dopo il divieto delle autorità motivato con un convegno che si tiene in serata nella Basilica. Una decisione che ha scatenato una pioggia di proteste, con la minaccia di un gruppo di esponenti radicali, del Prc e delle organizzazioni lgbt di imbavagliarsi davanti all’ingresso della basilica lateranense. Le polemiche sul Pride non sono mancate: durante il corteo, Vittoria Franco, ministro ombra delle pari opportunità, ha definito “grave” negare al Pride piazza San Giovanni e il patrocinio; Giovanni Russo Spena del Prc ha accusato il governo di “oscurantismo” e Felice Belisario (Idv) ha sottolineato come la Costituzione garantisca il diritto a manifestare. Per Vladimir Luxuria, su questi temi “l’Italia si sta muovendo all’indietro”, mentre uno dei leader storici del movimento gay, Franco Grillini, ha sottolineato che “il Pride è rimasta l’unica manifestazione di libertà individuale in Italia, dove sono in atto prove tecniche di dittatura”.

Paola Concia (Pd, unica parlamentare dichiaratamente omosessuale) ha lanciato un appello al centrodestra ad affrontare il problema dei diritti dei gay. “I patrocini - replica il ministro Carfagna - vanno dati ad occasioni di studio e di riflessione. Non mi sembra che fino a oggi il Gay Pride sia stato tale”. Il Gay Pride, ha aggiunto, “rischia di assumere un aspetto demagogico e folcloristico. E a Roma, nella capitale della cristianità, assume anche un aspetto diverso. Ha il sapore dello scontro ideologico contro chi, come la Chiesa, si oppone, a mio avviso giustamente, alle unioni omosessuali”. Ma se avesse un figlio omosessuale? “Cercherei di insegnargli a vivere questa condizione con naturalezza e sobrietà, senza eccessi nè rivendicazioni inutili”. Ma le proteste e i divieti non hanno impedito di vivere questa manifestazione con il consueto spirito giocoso e anticonformista: a Roma, decine di drag queen e uomini a torso nudo o con indosso solo slip e piume bianche hanno danzato sul carro di “Muccassassina”. Molte le scritte contro il Vaticano e i politici. Secondo gli organizzatori, al corteo romano hanno partecipato 500 mila persone; 10 mila per le forze dell’ordine. A Milano, per circa 20 minuti la parata del Gay Pride si è trasformata in un corteo muto e silenzioso. In Piazza Duomo, spenta la musica, chiusi gli altoparlanti, tutti i partecipanti si sono incollati un cerotto sulla bocca, bianco, con una x rossa. Una forma di protesta contro “i politici e le gerarchie cattoliche che vorrebbero ridurci al silenzio”.

Non sono mancati gli slogan contro la Chiesa (”meno cardinali e più staminali”), e anche i travestimenti e le esagerazioni, come la sposa con il velo tenuto fermo da un pene di gomma; tra le maschere, la più usata è stata quella con il volto del sindaco Letizia Moratti. Ventimila i partecipanti secondo gli organizzatori.

 

fonte internet

 

lady vendetta Giugno 10, 2008

Archiviato in: media — Franci Z. @ 1:24 am

circa una settimana fa comprai questo dvd. devo ancora vederlo con a. nel buco. il titolo è adatto ai miei gusti. l’attrice è degna di lucy liu,la trama soft-sanguinaria,il regista dicono sia uno dei più rinnomati registi dell’oriente,la locandina (non questa che vedete ma un’altra) è estremamente strana perciò ha tutti gli ingredienti per essere davvero un bel film. vedremo se saprà soddisfare le mie aspettative.

 

 

questa la recensione:

Sì, vendetta!
Il terzo episodio della trilogia della vendetta di Park Chan-wook mette nelle mani di una donna il compito di chiudere il cerchio, aperto con Mr Vendetta e continuato da Old Boy. Una donna, perchè solo l’umanità femminile può trasformare la violenza in espiazione.

Geum-ja è una ragazza che ha trascorso in prigione tredici anni della propria vita per avere procurato la morte di un bambino di sei anni. Accusata ingiustamente, la protagonista, scontata la pena, si vuole vendicare con il vero autore del misfatto.
Strutturato con repentini flashback che ricostruiscono il passato delle compagne di carcere, e formalmente rigoroso nella scelta delle inquadrature, Lady Vendetta è incisivo fin dai titoli di testa (un bianco accecante fa da “carta” su cui vengono disegnate rose rosse) e cresce in un climax ascendente e drammatico. È l’alternanza di toni a sorprendere. Ironia, grottesco, dramma a tinte forti, violenza si fondono fino ad apparire stridenti a noi occidentali. Ma la violenza di Park Chan-wook non è mai gratuita e qui si mette al servizio dell’espiazione. Geum-ja (Lee Young-ae) è una sorta di angelo che si è perso e che deve ritrovare la retta via. E solamente la consapevolezza di assurgere verso la pace interiore potrebbe riaccendere la luce e restituire il candore, ora coperto da una coltre di dolore.
La sequenza che si svolge nel finale all’interno di una scuola, esprime tutta la visionarietà, anche tecnica del regista che esplora le anime con movimenti di macchina e inquadrature fisse, esprimendo ora un dolore profondissimo, ora un momento di black humour.
La fotografia segue questo “viaggio” e le tonalità più aperte e pastello vengono prima sostituite da colori lividi, per poi tornare ai bianchi.

Sensibilmente meno riuscito dei primi suoi due film della trilogia per qualche sfilacciatura nella sceneggiatura, Lady Vendetta ha il merito di colpire e di lasciare un segno profondo, quasi indelebile, nella mente dello spettatore.

 

dada Giugno 9, 2008

Archiviato in: incontri, media, ricerche internettiane, scrittori, segnalazioni, sex things — Franci Z. @ 12:38 am

alcune canzoni rimangono fisse nella tua testa,non le puoi togliere. sono indelebili. impresse e scalfite nelle tue piccole orecchie. canzoni che ti portano a ricordare,che ti catapultano in un leggero passato. purtroppo le mie ricerche internettiane si sono concluse quando con molto stupore e rammarico mi accorsi che youtube non forniva questa bellissima melodia di Graziani. peccato. per chi fosse interessato ad ascoltarla,consiglio di scaricarla download. vi lascio almeno il testo:

Mi ricordo il suo viso, scuro come un temporale viso tondo da cherubino in un giudizio universale bionda come una svedese e fianchi teneri per giocare un metro e sessanta di dolcezza ma nata anche per comandare. Dada aveva un dono grande, quello di saper parlare e a convincere la gente nessuno la batteva e a trovar conforto in tutto quello che diceva era assai più facile che bere un bicchier d’acqua. Dada è buona, Dada è buona, Dada è buona assai Dada ti butta giù, ti tira su, ti cava fuori dai guai Dada è buona, Dada è buona, Dada è buona assai. E fu così che si innamorò di Ivette senza tette fu un rapporto torbido fra cugine strette “Oh Ivette, Ivette, Ivette, Ivette, Ivette senza tette smetti di bucarti, hai solo quindici anni ma non vedi che ti guardo, ma non senti che ti parlo non ci andare, non lasciarti andare, io ti guarirò non andare più da loro, la tua vita è importante questa volta, te lo giuro, andrò io al posto tuo” Dada è buona, Dada è buona, Dada è buona assai Dada ti butta giù, ti tira su, ti cava fuori dai guai Dada è buona, Dada è buona, Dada è buona assai. E andò così all’appuntamento, si presentarono due balordi spalle larghe da facchini e naso a becco come corvi la presero nel mezzo, la chiusero a chiave in una stanza e poi giù botte come se piovesse e droga in abbondanza. E il tempo scivolava sulle braccia fredde, i buchi sulla pelle più non la voleva più la desiderava poi le dissero “Vattene, vai per la tua strada ma non t’illudere, ritornerai, ormai tu sei come noi” E invece no… Dada è buona, Dada è buona, Dada è buona assai Dada ti butta giù, ti tira su, ti cava fuori dai guai Dada è buona, Dada è buona, Dada è buona assai. E se tu le vuoi incontrare, uguali come gocce d’acqua Dada la grande e Ivette senza tette, le due cugine strette

 

una canzone di Ivan Graziani. disegno di Tomatozombie

10.45 del mattino trovata su youtube,clicca qui.

 

deperimenti Giugno 2, 2008

Archiviato in: gay, media, politicando, società, vaticanerie — Franci Z. @ 4:37 am

 

se per mara carfagna (pdl) i gay sono costituzionalmente sterili, per noi mara carfagna è costituzionalmente una che non ha mai letto la costituzione, visto che da nessuna parte, nella costituzione, sta scritto che la famiglia è tale solo quando capace di procreare.

‘a carfà: quella che hai letto tu è la bibbia.

 

love is a losing game Giugno 1, 2008

Archiviato in: media — Franci Z. @ 4:58 pm

 

tributo ad una cremonese doc,mina. Maggio 14, 2008

Archiviato in: media, sex things, società — Franci Z. @ 11:34 pm

DONNA,DONNA,DONNA

Quanto caldo,
ma che caldo che fa!
Si sta squagliando anche l’asfalto in città, lo senti..
C’é l’orizzonte che trema, vacilla, che oscilla.
Dietro gli occhiali puoi intuire i miei occhi
grandi come fanali allo odio
eppure a volte sempre e sempre più spesso mi odio.
Donna donna donna
ma che pezzo di donna!
Si sconvolge la gente quando passo per strada.
Una donna donna donna.
Hey, dico a te,questa notte puoi restare con me,
ma alle 7 fuori di qui c’é il taxi…
A testa alta vado dritto alla meta
e allora basta un sorriso e diventi una preda
e dopo io ti trascino piano piano nel buio…sei mio…
Ma una notte mi ricordo andò male, purtroppo,
e ci ho rimesso un bel pezzo di cuore
e allora tutto é finito in un ghhuizzo di bllu..ma più.
Donna, sono un sogno travestito da donna,
una luce accecante,
uno stupefacente
una donna, donna, donna.
Quando accarezzi la mia pelle di seta
ti trasformi all’istante in un eroe, un poeta
una donna, donna, donna.
Hey, dico a te
se gradisi posso offrirti un caffè
ma fra un’ora fuori di qui c’é il taxi.

 

factory girl Aprile 26, 2008

Archiviato in: media — Franci Z. @ 4:00 pm

Andy invita Edie ad entrare nel mondo della leggendaria Factory, ex fabbrica di cappelli della città, diventato un paradiso bohemien di creatività e la trasforma nella sua musa.Edie ben presto diventa la stella dei film di Warhol, oltre che l’idolo della Factory e la beniamina dei media. Diventa l’icona di una generazione, la donna di cui si diceva che tutti gli uomini desiderassero e che tutte le donne aspiravano a diventare. La sua immagine divenne il simbolo della donna americana moderna per eccellenza: energica, ribelle e tuttavia profondamente vulnerabile. Vogue Magazine coniò addirittura un termine per la rivoluzione che rappresentò, la soprannominò infatti “Youthquaker.”

 

non è la rai Aprile 7, 2008

Archiviato in: media — Franci Z. @ 3:46 pm

ogni giorno,quando ero piccolo, accendevo il televisore e guardavo questo:

 

 a me al contrario di molti lei piaceva.